Quando a Roma furono proibiti i culti pagani, nel quarto secolo dopo Cristo, il tempio di Venere divenne il ‘Tempio di Roma’, quello dell’urbe. Si può capire anche da questa identificazione con la città quale rilevanza avesse il monumento più grande del Foro romano, riaperto nella capitale dopo 26 anni di restauro. Un colosso che Adriano volle dedicare alla dea e alla città eterna, divinizzata. Con una doppia cella, come la sua doppia anima: una verso il Colosseo e l’altra rivolta al Foro. Il tempio sorse dove precedentemente c’era il vestibolo della Domus Aurea di Nerone; quello che ne rimane si deve a un restauro disposto da Massenzio, nel 307 d.C., in seguito all’incendio che distrusse il cuore del foro. “Questo cantiere è aperto dagli anni ’80 – ha spiegato la progettista Claudia Del Monti – e’ stato avviato con la legge Biasini che stanziò i primi finanziamenti. Una storia durata trent’anni che si conclude oggi“. “Nel mio progetto ho dato molta importanza alla sistemazione dell’area – ha aggiunto – per rileggere il più possibile il tempio nella sua interezza.
Siti archeologici nel Lazio
Roma nascosta, i siti archeologici sotterranei aperti al pubblico dal 28 maggio al 6 giugno
I siti archeologici sotterranei della Roma antica aprono i battenti. Al via, infatti, ‘Roma nascosta‘, il ciclo di appuntamenti in programma dal 28 maggio al 6 giugno, durante il quale sara’ possibile visitare 40 siti archeologicii tra i piu’ importanti della Capitale con piu’ di 500 occasioni di visite. La manifestazione è stata presentata a Roma, nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, dall’assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, Umberto Croppi, dal sovraintendente ai Beni Culturali di Roma Umberto Broccoli, dal presidente della Commissione Cultura di Roma, Federico Mollicone, dal curatore del Reparto di Antichita’ Greche e Romane dei Musei Vaticani, Giandomenico Spinola e dal Presidente di Ze’tema Progetto Cultura Francesco Marcolini.
Tarquinia, un tuffo nel passato
Gli amanti della storia e dell’archeologia, sapranno sicuramente che nel cuore della Tuscia, a non molta distanza dalla splendida città di Roma, si trova uno dei centri che in maniera forte e profonda sono stati segnati dalla presenza di Etruschi e Romani, questa cittadina è naturalmente Tarquinia, patria natale di una delle più importanti dinastie di Imperatori che hanno governato l’Impero Romano, i Tarquini, con le due figure emblematiche di Tarquinio Prisco e di Tarquinio Il Superbo. Le campagne di Tarquinia, quelle che un tempo furono scelte come luogo della fondazione dell’antica città, oggi custodiscono un prezioso patrimonio fatto di necropoli, molte delle quali ancora visitabili, ed i ruderi dell’abitato, dove si possono ancora distinguere i pochi resti delle abitazioni private, dei templi dedicati agli dei e dei luoghi destinati all’attività politica, poter quindi raggiungere questa cittadina ed apprezzare il fascino di questi reperti, si proporrà sicuramente come un’esperienza molto piacevole e sicuramente indimenticabile, presentandosi come l’occasione migliore per venire a contatto con la cultura etrusco-romana e vivere un tuffo in un passato sicuramente molto antico.