Ferrara: Mostra dedicata a Garofalo, pittore della Ferrara Estense

 La prima mostra realizzata a Ferrara da Ermitage Italia, – la filiale italiana del grande museo russo, inaugurata nella città estense il 20 ottobre 2007, quale importante centro di studi e di ricerche italo russo – è dedicata a Benvenuto Tisi detto il Garofalo, uno dei principali protagonisti della cultura figurativa ferrarese del Cinquecento, di cui il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo conserva un importante nucleo di opere e di cui restano testimonianze nei principali musei del mondo. Allestita nelle splendide sale del Castello Estense dal 5 aprile al 6 luglio, l’esposizione, la prima monografica dedicata all’artista ferrarese, è curata da Tatiana Kustodieva e Mauro Lucco in collaborazione con Michele Danieli, con il contributo dei direttori scientifici di Ermitage Italia Irina Artemieva e Francesca Cappelletti e del presidente del comitato scientifico della neonata fondazione Michail Piotrovsky. La mostra vuole non solo ricostruire la parabola umana ed artistica di Garofalo, che è riuscito a convogliare a Ferrara, e nelle sue opere, tutte le tendenze dell’arte moderna, ma anche ricordare, attraverso le opere di artisti quali Domenico Panetti, Boccaccio Boccaccino, Dosso Dossi, Francesco Francia, lo straordinario clima artistico ferrarese di inizio Cinquecento.

MOSTRA: Carlo Levi e Roma. Il respiro della città dal 27 Febbraio al 15 Giugno 2008

 Il Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita una mostra che racconta il rapporto tra Levi e Roma confrontando le sue opere con quelle gli artisti della Scuola Romana. In un percorso che raccoglie 46 dipinti di Carlo Levi (dal 1926 al 1954) e 28 dipinti di diversi artisti della Scuola Romana (tra cui Pirandello, Mafai, Scipione, Trombadori, Afro, Ferrazzi, Scialoja, Melli e Capogrossi), la mostra racconta l’opera dell’artista e intellettuale torinese da un punto di vista inedito. Partendo dai lavori precedenti al 1930, un periodo nel quale Levi si trova inserito nel gruppo dei “Sei di Torino”, mette a confronto la sua pittura degli anni Trenta e Quaranta con quella degli artisti che incontra a Roma proprio in quegli anni. Nel 1931 Levi espone alla Galleria di Roma di Pier Maria Bardi e alla I Quadriennale romana. In questa occasione deve aver colto il profondo mutamento in atto nella cultura artistica della città, dove, riprendendo le parole di Libero de Libero, “cominciavano ad apparire personalità, giovani, che non avevano nulla a che fare con la retorica di un formale ritorno alle tradizioni italiche, ma che invece ricercavano nella pittura, e nella scultura, valori autentici, soggetti affrontati nella loro espressività più profonda”.