Guida di Viaggio a Valencia:una città aperta, innovativa ed ospitale!

Degna avversaria di Madrid e Barcellona, Valencia è la terza città della Spagna e una delle più importanti del Mediterraneo. Fino a qualche anno fa luogo visitato solo da viaggiatori più attenti, dopo la Coppa America Valencia è diventata famosa in tutto il mondo, con evidenti influenze sull’architettura, l’organizzazione della città, il numero di turisti in giro e il costo degli hotel (lievitato di molto).
Come è successo per le Olimpiadi a Barcellona, anche questo evento ha ridato nuova vita a Valencia, creando un mix di creatività ed energia che ha contribuito alla explosión valenciana.

Valencia è stata capitale dell’omonimo regno e città cinta da mura fino al XIX secolo. Oggi una delle città più dinamiche ed interessanti d’Europa, capace di unire la tradizione, la coscienza della propria identità e la voglia di rinnovamento. Con i suoi quasi 800 mila abitanti, è oggi la terza città di Spagna, una città da scoprire, di cui oggi gli italiani, conoscono solo la deliziosa invenzione culinaria: la paella, diventata il piatto spagnolo per antonomasia.

Solo di recente, si è aperta al turismo, investendo molte risorse per dotarsi di moderni musei e attrazioni, realizzazioni che la pongono ai primi posti in Europa per l’architettura contemporanea.

Luoghi da visitare:
Il nucleo storico della città, si trova nei dintorni della cattedrale e il foro romano.
I simboli di maggior rilievo, sono la Cattedrale Metropolitana, iniziata nel 1262, con la porta degli apostoli, l’aula capitolare del Santo Calice e la cupola in stile gotico.
La porta del Palau, in stile barocco con la torre campanaria a base ottagonale, conosciuta come El Micalet, che risale ai secoli XIV e XV ed è un po’ il simbolo della città e la basilica reale di Nuestra Senora de los Desemparados, immagine gotica del XV secolo, patrona dei valenciani.
Da non scordare il palazzo della Generalitat, che combina diversi stili con soffiature rinascimentali, dai richiami arabeggianti, il palazzo della Baylia, in stile gotico e il palazzo della Scala,entrambi si trovano in piazza Manises.
I resti della Valencia islamica sono i bagni di Almirante, che si trovano in una zona dove è possibile osservare la presenza araba.
In questo percorso, è bello visitare le torri di Serranos, che sono le antiche porte di entrata della città, la casa dei Roques, che di solito conservano le carrozze della processione del corpus domini valenciano e il Real Monasterio de la Trinidad, che si trovano all’entrata di via Alboraya.
Ulteriori esempi di gotico religioso, sono anche la chiesa di San Juan del Hospital, il convento di Santo Domingo, fondato dopo la Riconquista e diventato una chiesa castrense con la splendida sala capitolare e la chiesa di San Nicolas, restaurata di recente.
Al gotico civile, spetta anche la cosiddetta Lonja de Mercaderes, uno degli edifici più belli d’Europa.
Le torri di Quart, che risalgono alla metà del XV secolo, furono le porte d’ingresso in città, per coloro che arrivavano dalla terre castigliane.
In stile barocco, sono invece la chiesa del Santos Juanes, la cui facciata principale si trova di fronte alla Lonja, quella di San Juan de la Cruz e di San Esteban, in cui secondo la tradizione si sposarono le figlie del Cid Campeador.
Non può mancare un giro nel quartiere de El Carme, popolare zona composta da viuzze intorno ad un antico monastero carmelitano, spazio utilizzato soprattutto per mostre di arte contemporanea.

Spiagge
Sicuramente da apprezzare il litorale valenciano, una delle zone costiere dalla spiagge più estese di Spagna. Il clima collabora con la movida, che in quasi tutti i periodi dell’anno, riempie locali e tavoli all’aperto. Gente variopinta, si incontra nei bar di piazza Canovas, o nelle romantiche discoteche di Malvarrosa. Dappertutto, ci sono ristoranti, bar, locali di ogni genere, ritrovi, night e tablaos flamenchi.

Insomma, Valencia è una città aperta, innovativa ed ospitale, soprattutto dopo i lavori effettuati per ospitare la Louis Vuitton Cup e la Coppa America, che l’hanno consacrata ancora di più come città marittima e moderna.

Attrattive:
Indimenticabile, la settimana delle “fallas”, le grandi feste che accendono di luci, suoni e colori la notte di San Giuseppe.
La parola falla deriva dal termine morarabico “facola” (torcia) e la festa è un’ invenzione dei falegnami che dal XIII secolo in poi, bruciano i pezzi che non servono e che sono stati messi da parte durante l’inverno.
Queste feste, sono state dichiarate di interesse turistico internazionale e rendono Valencia, dal 12 al 19 marzo, una città pedonale, perché la festa deve essere vissuta in strada.

Guida di Viaggio a San Sebastian:città ricca e vivace, giorno e notte.

 La città di Donostia-San Sebastian si trova sulle sponde del fiume Urumea, all’interno della suggestiva Bahia de la Concha, così chiamata per la sua particolare forma a conchiglia, nella Spagna settentrionale, poco distante dal confine francese.

Luoghi d’interesse:
La città, che è costituita da un centro storico, la parte veija e da una più moderna, è il secondo centro dei Paesi Baschi dopo Bilbao, ed è il capoluogo della regione di Guipuzcoa.

Monte Urgull e il Castello della Mola chiudono la Baia de la Concha. Visitiamo il centro e ammiriamo un pò ovunque il caratteristico stile bell’epoque. Nella parte storica della città, plaza de la Constituciòn è il fulcro del movimento cittadino. Qui, si trovano i principali edifici, la bella Chiesa di Santa Maria del Coro, patrona della città, la Chiesa di San Vicente in stile gotico e il Museo di San Telmo, che contiene numerosi reperti della cultura basca. Interessante da vedere, anche la calle del 31 agosto, dedicata alla liberazione della città da parte dei portoghesi. Tra la parte vecchia e la nuova, si trova il palazzo bell’epoque de l’Ayuntamento.

La città nuova, inizia da Plaza Gipuzkoa, una delle più belle della città, nella quale ha sede il Palazzo della Provincia, e si sviluppa lungo le rive occidentali del fiume Urumea. Ne fanno parte il Teatro Victoria, di inspirazione neo-plataresca e sede degli eventi glamour della città, l’Hotel Maria Cristina, la Cattedrale del Buen Pastor, principale edificio religioso della città, in stile neogotico, la cui torre alta 75 metri è un po’ il simbolo della città e il Ponte Maria Cristina, sicuramente il ponte più bello sopra il fiume Urumea.

Guida di Viaggio a Santander:una città giovane, centro principale storico, culturale ed economico della Cantabria

 Santander è una città spagnola con circa 180 mila abitanti ed è capoluogo della comunità autonoma della Cantabria.

La città costituita da un centro storico e da una parte più moderna che si sviluppa lungo la costa è il capoluogo e il centro principale dal punto di vista storico, culturale, amministrativo ed economico della Cantabria. Riparata alle spalle dalle montagne della Cordigliera Cantabrica e riparata dal mare dalla sua baia, la città gode di una posizione ideale che le conferisce un clima mite durante tutto l’arco dell’anno.

La città, relativamente giovane, conta circa 200.000 abitanti ed è ritenuta una delle migliori città spagnole come qualità della vita, grazie alle medie dimensioni, al clima ideale e alla vicinanza del bel mare. La moneta è l’Euro, che si divide in centesimi, e come tutto il resto della Spagna, Santander non è eccessivamente cara per noi italiani. Si parla lo spagnoloSantander è un comune spagnolo di 182.926 abitanti, capoluogo della comunità autonoma della Cantabria.

È sede vescovile e universitaria e, oltre alla Universidad de Cantabria c’è l’Universidad Internacional Menéndez Pelayo detta università del verano perché la sua attività rivolta agli stranieri con corsi di lingua spagnola si svolge essenzialmente nei mesi estivi. È una moderna città industriale e un importante porto naturale in una profonda insenatura del Golfo di Biscaglia (la baia di Santander), fra i contrafforti dei Monti Cantabrici e il mare, a 108 km da Bilbao e 197 da Oviedo.

Luoghi d’interesse:
Ha belle spiagge e un ottimo clima, essendo riparata dai venti provenienti dai monti della Catena Cantabrica. Famosa come centro turistico – balneare, fu una tappa del Camino di Santiago del Nord.

Il Paseo de Pereda: è il punto di partenza per una visita della città. Proseguendo si incontrano il Real Club de Regatas, il Banco de Santander, l’Imbarcadero, e, in fondo ai Jardines de Pereda, l’omonimo Monumento.

Il Centro Storico: proseguendo si incontrano la Piazza Porticata, la bella Cattedrale, il Municipio e il Museo delle Belle Arti, il principale della città.

Guida di Viaggio a Valladolid: signora di un impero senza tramonto

 Valladolid è una bellissima e storica città spagnola capoluogo della regione della Castiglia e Leon di circa 499.000 abitanti.La città dista 193 km da Madrid 280 km da Bilbao 663 km da Barcellona e 589 km da Siviglia.

Origini & Storia:
Valladolid fu un importante e fiorente centro del Rinascimento spagnolo, tanto da venire nominata capitale di Spagna durante l’epoca imperiale ed è stata riconosciuta la città nella quale si parla lo Fu residenza reale per molti secoli, sviluppandosi dalla cattedrale, verso il fiume, tra plaza Mayor e plaza San Pablo.
Nel 1469, assistette al matrimonio dei re cattolici Isabella e Ferdinando e nel 1506 alla morte di Cristoforo Colombo, nella sua umile casa di plaza de la Magadalena. La sua casa, è stata trasformata, nella Casa Museo de Colon ed espone numerosi cimeli del navigatore.
Valladolid fu devastata da un incendio nel 1561 e Filippo II, incaricò Juan de Herrera, autore del famoso Escorial, di riprogettare la città, che si espanse cosi oltre i limiti medievali, parallelamente al fiume.
Nei primi anni del XVII secolo Filippo III, la elevò a capitale di Spagna per un ventennio; quando poi la corte fu portata a Madrid, iniziò il declino della città durata fino al novecento.

Luoghi da non perdere:

Valladolid possiede monumenti e musei, legati al passato glorioso di questa zona, che iniziò al tempo dei Mori, (il nome deriva da Belad-walid, che significa Terra del governatore), ma ebbe le sue maggiori fortune dopo la Riconquista.

Cuore del centro storico, è plaza Mayor, piazza rettangolare, circondata da portici su cui si apre l’Ayuntamento, il severo municipio in stile classico. Benché non abbia monumenti di particolare bellezza, è luogo di incontro preferito degli abitanti, che fino a tarda notte affollano i vari locali dislocati nelle vie.

Guida di Viaggio a Pamplona: una delle città spagnole con il più alto livello di qualità della vita.

 Pamplona in Castigliano e Iruna in Basco, è situata lungo la via per Compostela. Ha circa 185 mila abitanti, è capoluogo della comunità autonoma della Navarra e dista poco più di 400 km da Madrid.

Origini:
Il nome della città deriva da Pompeo che nel 75 avanti Cristo stabilì qui un accampamento militare. Durante il periodo romano la cittadine ebbe un periodo di grande sviluppo ma successivamente subì diverse invasioni barbariche che la rasero al suolo.
Agli inizi del secolo VIII essa fu presa dagli arabi che non vi risedettero abitualmente. Purtroppo nel 788 Carlo Magno, distrusse le mura della città. Successivamente il nucleo Cristiano della città si ritrovò a vivere assieme ai mussulmani ma ciò portò a diversi contrasti tra loro.
Col regno di Castiglia la cittadina ebbe la funzione di fortezza del regno che aveva lo scopo di fermare i tentativi di invasione che provenivano dalla Francia.
Le mura vennero ulteriormente rinforzate durante i secoli XVI e XVII.

Tradizioni:
Pamplona è celebre per Los San Firmines, feste che hanno luogo ad inizio luglio, tra il 6 ed il 14, ogni anno in onore del patrono della città, San Firmino appunto, con il tradizionale encierro, la corsa dei tori e il chupinazo, cioè l’inaugurazione della festa. In quei giorni migliaia di persone raggiungono il capoluogo della Navarra, e la città è piena di sfilate, canti e balli.San firmino era figlio di un senatore romano, Firmus, che in quel tempo era governatore della regione nel secolo III. Firmino si converti al cristianesimo e fu poi ordinato sacerdote nella città di Tolosa in Francia. Più tardi tornò a Pamplona col titolo di vescovo. Il suo ritorno non fu felice poiché morì decapitato nella cittadina di Amiens nel 303.dove si era recato per diffondere il vangelo.
San Firmino divenne patrono dei barcaioli, dei vinai e dei fornai. La festa in suo onore pensate che dura 204 ore ed è diventata un occasione di grande divertimento, con processioni, gente festosa in strada, delizie da mangiare e bere.

Lo festa divenne famosa attraverso i racconti di Hemingway che risiedette nella località in diversi periodi della sua vita. Nelle sue parole si ritrovano gli avvenimenti più emozionanti della festa ed in particolar modo la corsa dei tori. La festa ha connotati sia religiosi che una pagani.

Guida di Viaggio a Saragozza:”la più Nobile,Leale, Eroica, Immortale”

 La Più Nobile, Leale, Eroica, Immortale: così è definita Saragozza, Zaragoza in spagnolo, da quando si oppose strenuamente alle truppe napoleoniche durante la Guerra di Indipendenza Spagnola. Saragozza (in spagnolo Zaragoza) è una città di 682.283 abitanti della Spagna, capoluogo della regione Aragona e della provincia e comarca omonime. È la quinta città spagnola per numero di abitanti e la quarta per sviluppo economico.
È posta nella zona nord-orientale della Spagna, a circa 300 km da Madrid, Barcellona, Bilbao, Valencia e Tolosa, per cui si trova al centro di un importante nodo di comunicazioni.

La città di Saragozza fu fondata secondo una leggenda 144 anni dopo il diluvio universale ed è stata un’antica importante residenza reale aragonese. A partire dal 1118 iniziò il suo periodo d’oro quando, con la conquista da parte di Alfonso I d’Aragona Saragozza divenne la residenza dei regnanti e acquisì grande importanza. Il periodo d’oro terminò nel XV secolo con lo spostamento della corte in Castiglia.

Saragozza è oggi capoluogo dell’Aragona, ha un bellissimo centro storico e numerosi monumenti dichiarati Patrimonio dell’Umanità, vanta una frequentatissima università ed ospita la sede vescovile. I più affascinanti monumenti sono in stile “mudejar”, ricordo del lungo periodo di influenza araba; tra questi spiccano il campanile della chiesa della Magdalena e il Torreon de la Zuda, quest’ultimo nella piccola plaza di César Augusto.L’incredibile presenza di tradizionali panetterie, pasticcerie, negozi di souvenir e ancora, caffetterie, ristoranti, bar e tapas, stupirà il palato e lo spirito di ognuno di voi.

Luoghi da non perdere:

Da visitare la plaza del Pilar, centro monumentale della città, chiusa a est dalla Seo la cattedrale di San Salvador, mentre a ovest è sbarrata dalle importanti rovine delle mura romane. La Seo fu eretta, tra la prima metà del 1100 e la prima metà del 1500, sul sito di una moschea ed è in stile gotico. Particolarmente bello il retablo in alabastro nella cappella maggiore. Da visitare anche il ricco Museo diocesano.

La seconda cattedrale della città è Nuestra Senora del Pilar (nella foto), un’imponente basilica eretta sul luogo in cui si venerava l’apparizione della Madonna di fronte a San Giacomo apostolo. E’ una costruzione rettangolare a tre navate, con quattro alte torri campanarie poste sui lati, a proteggere le dieci cupole minori rivestite di piastrelle colorate e la grande cupola centrale. La facciata centrale, che da sulla plaza del Pilar, è in stile neoclassico, le navate interne sono divise da enormi pilastri, dove si aprono le dieci cappelle e nel centro la cappella del Pilar. Questa cappella è un piccolo tempio con soffitto ornato da Bayeu, Velasquez e Goya (nel 1772). Sulla parete di sinistra si trova la piccola statua della Santa Vergine che è rappresentata su un pilar (pilastro) di marmo rivestito d’argento come sarebbe apparsa a San Giacomo mentre si recava a Compostela.

Guida di Viaggio a Burgos:una città sospesa tra storia e fede.

 Burgos, elegante città sospesa tra storia e fede, è attraversata dal fiume Arlanzòn ed è considerata una delle capitali del gotico castigliano.
La città di Burgos è situata nel centro della provincia di Burgos, a circa 244 km da Madrid, nella comunità autonoma di Castilla y Leon (Spagna) Grazie alla sua posizione, Burgos ha prosperato economicamente e spesso i collegamenti di trasporto nazionale (Paese Basco, Madrid, Barcellona-Vigo) e internazionale (Francia, Spagna, Portogallo, Francia)

Origini & Storia
Città con un grande passato, nelle cui strade ebbe inizio l’avventura del Cid Campeador. A dieci chilometri da Burgos infatti, si trova Vivar del Cid, il borgo dove nel 1206, nacque Rodrigo Diaz, il condottiero simbolo della Reconquista della Spagna ai mori. Per gli spagnoli fu El Cid Campeador (il signore vincitore), simbolo glorioso, romantico e fedele al suo re sepolto nella cattedrale di Burgos. La città fu fondata nel 884, rivestì il ruolo di capitale della Castiglia, tra il X e il XV secolo, di questa epoca, rimangono i resti del palazzo reale, chiamato El Castillo, sulle collina nei pressi del centro da cui si può assaporare una splendida veduta.
Esistono, all’interno delle mura dell’attuale castello che domina la città, prove di un insediamento umano già dal neolitico (4500 a.C.) e nella prima età del ferro (850 a.C.).
La città di Burgos fu senza dubbio fondata come tale da un conte castigliano, tal Diego Rodriguez “Porcelos” nell’884. Alfonso III, nel tentativo di frenare l’avanzata saracena, ordinò al conte di fondare un borgo cintato di mura sulla sponda dell’Arlanzon. L’origine della città è, pertanto, militare.
Burgos, popolata per mandato reale e sottomessa direttamente all’autorità dei re di Léon fino al 930, si trasformò in capitale del contado di Castiglia quando questo ottenne l’indipendenza dal regno di León con l’aiuto di Fernan Gonzalez. Quando essi si riunirono, nel 1035, essa rimase capitale fino al 1492.
È stata lo scenario di molti conflitti: le guerre moresche, i combattimenti tra León e Navarra, e quelli tra Castiglia e Aragona. È poi diventata teatro di una battaglia in periodo napoleonico e ancora nel XIX secolo.
Durante la Guerra civile spagnola Burgos era la base del Governo franchista.

Luoghi da non perdere:
L’opera più famosa che simboleggia questa città, è la Cattedrale, capolavoro dell’architettura gotica spagnola, costruita a partire dal 1221, è l’esempio più importante della trasposizione in terra di Castiglia dei canoni architettonici propri delle grandi cattedrali gotiche francesi. La cattedrale, assolve da secoli il suo compito primario; far sentire piccolo e povero il visitatore attraverso le maestose proporzioni. Per i burgalesi invece, la cattedrale è una forte affermazione dell’identità religiosa, dato che Burgos fu per molto tempo un avamposto del cristianesimo contro la presenza musulmana.

Altre chiese di non minore importanza, sempre in stile gotico, sono: la chiesa di San Nicolàs, in cui sull’altare maggiore vi è un favoloso retablo del 1505; San Estebàn, chiesa gotica dotata di imponente torre sulla facciata aperta, l’interno a tre navate, che contiene 18 retabli e un’esposizione di oggetti di oreficeria; la chiesa di San Gil, in cui all’interno si trova un retablo sulla vita della Vergine.

Al di là dell’omonimo ponte sull’Arlazòn, si trova l’Arco di Santa Maria, che in passato segnava l’accesso alla città. Edificato a partire dal 1536, reinterpreta la tipologia classica dell’arco di trionfo, al centro, si trovano le figure di sette grandi guerrieri, tra cui il Cid e Carlo V imperatore, in onore del quale l’opera venne realizzata. All’interno dell’arco, sono state allestite delle esposizioni.

Guida di Viaggio ad Almeria:la città andalusa patria dell’Alcazaba,conosciuta anche come set cinematografico

 Almeria è una città di circa 180 mila abitanti, è capoluogo di provincia (che ha il suo stesso nome) e si trova nella regione dell’Andalusia. Confina con le province di Granada e Murcia e col mare mediterraneo.
Attorniata da una cerchia di sierre affacciate sul mare è un importante porto commerciale, uno dei principali della Spagna mediterranea dopo Barcellona, che serve per l’esportazione di minerali di ferro delle miniere delle Sierre e dalle rinomate uve da tavola coltivate nell’entroterra.

Almeria è considerata la regione più secca di tutta l’Europa con una temperatura media annuale di circa 19 gradi. E’ proprio in questa regione che sono stati girati i famosi film “Spaghetti Western” di Sergio Leone, “Per un pugno di dollari” ” Giù la testa” “C’era una volta il West” ecc. E’ proprio qui al limite del deserto del Tabernas che sono state costruite delle pseudo città dove ambientare questi film.

L’attività economica più remunerativa di questo posto sono le serre. Milioni di tonnellate di frutta e verdure vengono esportati in tutta l’Europa ed in altre parti del mondo. Il turismo è anche un settore molto importante, merito del sole che splende quasi tutto l’anno e delle coste rinomate di Roquetas de Mar, Aguadulce, Almerimar. Almeria ha la più grande Spiaggia di tutta l’Europa riservata ai nudisti con molti hotel ed attività ricreative riservate a questo tipo di turismo.

Storia
Nacque come insediamento fenicio fu poi un importante porto romano e venne chiamata Portus Magnus.
Il suo nome attuale deriva dall’arabo al-Miriya (“lo specchio”) o al-Meraya (“torre di osservazione”), grazie al magnifico castello moresco, Alcazaba: tra le fortezze musulmane dell’Andalusia, solo quella di Alhambra è più grande. La città venne fondata da Abd al-Rahman III di Cordova nel 955 come principale porto del suo dominio e per rinforzare le sue difese nel Mediterraneo contro il califfato dei Fatimidi, in Tunisia.
Fiorente mercato di schiavi bianchi (detti saqaliba) durante il dominio islamico[1], divenne un emirato indipendente e centro di cultura e d’arte. Del lungo periodo di dominazione moresca che va dal 711 al 1489 conserva ancora gli aspetti oltre che in alcuni monumenti nell’intricata planimetria.
Entrata a far parte della Castiglia ne seguì le sorti. Nel 1522 fu distrutta da un terremoto e ricostruita. È sede vescovile.

Feste e Sagre

La festa più importante della città è sicuramente la sua Feria che ha luogo durante la seconda metà del mese di agosto in onore della patrona di Almeria: la Vergine del Mar. Sono dieci giorni di festa durante i quali ci sono corrida di tori, spettacoli sportivi, fuochi artificiali e diverse degustazioni dei prodotti locali. Altre feste sono quelle della settimana santa, della Noche de San Juan con i fuochi tradizionali nelle strade della città accompagnate da degustazioni di vario tipo e da musica tradizionale. Per gli amanti del Jazz c’è un festival importante che si celebra ogni anno dal 29 ottobre al 17 novembre, dove si esibiscono i nomi più importanti di questo genere musicale.

Guida di Viaggio a Logroño:una regione spagnola simbolo del pellegrinaggio, e punto d’incontro.

 Logroño è un comune spagnolo di 150.071 abitanti, capoluogo della comunità autonoma di La Rioja, la più piccola delle 17 regioni spagnole ma ospita quasi la metà della popolazione dell’intera regione. Situata nel nord della Spagna è un punto di incontro, riferimento e incrocio di strade. La via più famosa, il Cammino di Santiago di Compostela porta alla scoperta della città i pellegrini di paesi lontani
Sorge a 384 metri di altitudine e dista 152 km da Bilbao, 336 dalla capitale Madrid e 468 da Barcellona. È attraversata dal fiume Ebro, il più grande fiume spagnolo, secondo nella penisola iberica soltanto al Tago, il fiume della capitale del Portogallo, Lisbona.

Discendendo dai Pirenei si incontrano decine di paesini caratteristici, dove il tempo pare essersi fermato e una profonda sensazione di calma a contatto della natura aiuta a rinfrancare lo spirito ed è certamente di sollievo alle fatiche dei pellegrini. Più comodamente, e senz’altro più rapidamente, si può giungere a Logroño utilizzando il nuovo aeroporto di Logroño-Agoncillo, da dove partono e arrivano voli da e per Madrid e Barcellona.

Un po’ di storia
Logroño è un’antica colonia romana, fondata dai Romani con il nome di Vareia, e successivamente, dopo il crollo dell’Impero Romano,occupata dai Celti. Dal 10 secolo in poi è stata a lungo contesa tra il Regno di Navarra e quello di Castiglia, fino alla conquista definitiva da parte del sovrano di Castiglia Alfonso VI nell’Anno Domini 1095.
La cittá conobbe allora un momento di splendore, contrassegnato da una evoluzione dei rapporti sociali all’interno della comunità cittadina. Il re Alfonso VI scelse Logroño per rendere pubblico un editto che regolava la vita e I diritti dei cittadini del tempo, e tale modello fu esportato in molte città castigliane.
Purtroppo la storia di Logroño conobbe momenti meno felici, come durante il tremendo periodo dell’Inquisizione; la città fu scelta come uno dei principali Tribunali dell’Inquisizione, e innumerevoli persone furono torturate e uccise in quel periodo buio della storia della cristianità spagnola.