I due lottatori di Michelangelo in mostra a Roma, ai musei Capitolini

 Arriva a Roma il bozzetto in terracotta dei Due lottatori, capolavoro di Michelangelo Buonarroti che per la mostra ai Musei Capitolini (www.museicapitolini.org), aperta al pubblico da domani, lascia Firenze per la prima volta dopo 500 anni. Di piccole dimensioni (41 centimetri di altezza), è un’opera di straordinaria potenza, che ha ancora impresse sulla superficie le impronte digitali del genio rinascimentale mantenendo intatta l’emozione dei corpi avvinti in una lotta frenetica. Presentata alla stampa, l’importante iniziativa organizzata da Zetema, dall’Associazione culturale Metamorfosi in collaborazione con Casa Buonarroti, inaugura una “staffetta di mostre” incentrate su singole opere di Michelangelo e Leonardo (l’8 dicembre, ancora ai Capitolini, sarà la volta del Musico, capolavoro vinciano dell’Ambrosiana, che non ha mai lasciato Milano), che culminerà con l’esposizione dell’autunno 2011 (Due italiani prima dell’Italia, Leonardo e Michelangelo). Il bozzetto, “scolpito con le dita”, come scrisse l’Aretino a proposito delle piccole opere in creta del Buonarroti, è stato allestito in una teca di vetro al centro della Sala dei Capitani, per poterlo ammirare in ogni sua parte e metterlo a confronto con i monocromi che decorano le pareti del palazzo michelangiolesco.

Leonardo e Michelangelo insieme in mostra dal 29 ottobre al febbraio 2012 in 5 città d’Italia

 Per tutta la vita si sono studiati ed hanno rivaleggiato tra loro. Una volta sola, pare abbiano lavorato tanto vicini, l’uno accanto all’altro, negli affreschi della Battaglia di Anghiari e della Battaglia di Cascina, entrambi incompiuti, a Palazzo Vecchio a Firenze. Michelangelo Buonarroti e Leonardo Da Vinci, i due più grandi geni del Rinascimento italiano, simbolo dell’arte nel mondo, ‘espongono’ per la prima volta insieme, in un ciclo di mostre che dal 29 ottobre prossimo a febbraio 2012 porteranno le loro opere e documenti in cinque città d’Italia: Roma, Milano, Palermo, Firenze e Napoli. Il progetto, realizzato dall’Associazione culturale Metamorfosi con un accordo pluriennale con la Casa Buonarroti di Firenze e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e presentato al Ministero dei Beni Culturali è tra i maggiori risultati recenti di sinergia tra pubblico e privato. ”E’ un progetto unico che nasce dopo il ‘Michelangelo architetto a Roma‘ – racconta il Presidente di Metamorfosi Pietro Folena – Non rientra nelle celebrazioni per i 150 anni d’Italia, ma una riflessione sulla coscienza del nostro paese può arrivare anche attraverso l’approfondimento di due personalità a volte così rivali”.

Ata Fiorito in mostra alla galleria Cassiopea di Roma

 Dal Messico un breve rientro a Roma per la sua personale. Si inaugura oggi pomeriggio la mostra dell’artista Ata Fiorito esponente significativo dell’arte di oggi. In un’ambientazione affatto casuale , per la connessione tra il valore archeologico dello spazio espositivo della galleria Cassiopea e l’allestimento scenografico delle opere di Ata Fiorito in comunione con una serie di lavori appartenenti ad altri big dell’arte moderna quali :Schjifano, Montanarini, Festa si vuole attuare una precisa relazione tra poetiche diverse, tra diverse espressivita’ affinche’ possano interagire tra loro, in un gioco polivalente, secondo un’unica e comune costante : la libera creativita’.

La pesantezza e la grazia, astrazioni e spiritualità: 5 artisti internazionali all’Accademia di Francia, Roma

 L’arte, l’astrazione, la spiritualita’ e la materia. L’Accademia di Francia a Roma presenta la mostra ”La pesantezza e la grazia, Astrazioni e spiritualita’” – realizzata in collaborazione con il Colle’ge des Bernardins a Parigi – che riunira’ le opere di cinque artisti internazionali attorno al tema dell’astrazione: Emanuele Becheri, Callum Innes, Georges Tony Stoll, Emmanuel Van der Meulen e Marthe We’ry. Questi artisti non hanno in comune solo l’appartenenza alla tradizione astrattista, ma incarnano quello che E’ric de Chassey, curatore della mostra, definisce ”astrazione spiritualizzante”. Non si tratta di astrazione spirituale, ossia un’astrazione il cui contenuto sia esplicitamente spirituale e dove l’artista, con il suo lavoro, intenda rappresentare la sfera dell’invisibile, del metafisico, del trascendente. Qui la preoccupazione dell’artista e’ invece rivolta direttamente alla materia, destinata in seguito a produrre un effetto sullo spettatore. La materia lo introduce a una dimensione spirituale, non determinata precedentemente.

Van Gogh in mostra a Roma, dall’8 ottobre al 6 febbraio 2011 al Vittoriano

 Arriva Van Gogh a Roma e subito si candida come mostra record, all’inseguimento dello straordinario successo riscosso in primavera da Caravaggio alle Scuderie del Quirinale. Assente dalla capitale da 22 anni, l’opera del pittore moderno universalmente piu’ amato (soprattutto dai giovani) sara’ in mostra dall’8 ottobre fino al 6 febbraio 2011 al Vittoriano che esporra’ una settantina di suoi capolavori, affiancati da trenta dipinti dei contemporanei Gauguin, Cezanne, Pissarro, Millet.

Van Gogh a Roma
La mostra prodotta da Comunicare Organizzando e’ stata realizzata con il fondamentale supporto di istituzioni quali il Van Gogh Museum, il Rijksmuseum, il Guggenheim, l’Hammer Museum, la National Gallery del Canada, la Tate National e il Louvre e si intitola ‘Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo e citta’ moderna’. ”Abbiamo portato a buon fine il sogno nel cassetto”, ha detto il presidente di Comunicare Organizzando Alessandro Nicosia, non nascondendo le molte difficolta’ incontrate per mettere a punto l’ambizioso progetto espositivo. Non si poteva pensare a una mostra monografica, ha spiegato Nicosia, in quanto i musei concedono prestiti solo a rassegne mirate, di approfondimento. Per questo, la curatrice Cornelia Homburg, tra le massime esperte del genio olandese, ha individuato un segmento non troppo indagato, ma capace di illustrare l’intero percorso creativo del pittore, quello che si snoda all’interno della dicotomia campagna-citta’.

Masashi Echigo alla galleria Extraspazio di Roma: il 25 e 26 settembre incontro con l’artista

 Giornate Europee del patrimonio 25 e 26 settembre 2010

Nella storia dell’arte, dalle avanguardie storiche a oggi, sono stati molti gli artisti che hanno lavorato con materiali di recupero e molti, dopo Duchamp, hanno dato nuovo valore e significato agli object trouvés. Altri hanno lavorato sullo spazio mentale, sul rapporto tra pieno e vuoto, tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, o ancora sulla memoria dei luoghi e delle azioni.

L’arte di Masashi Echigo
Masashi Echigo un giovane artista nato in Giappone (nel 1982), dove si è laureato in architettura: dopo la laurea è partito alla volta di numerose città europee, con le quali ha instaurato un rapporto di conoscenza e di scambio. Camminando tra le persone e i luoghi ha visto, trovato e scelto diversi oggetti, creando ogni volta singolari installazioni spaziali ed emozionali.
A Roma, nell’estate 2010, l’artista ha visitato la Galleria Nazionale d’Arte Moderna ed è voluto andare dietro le quinte delle sale, per entrare nei magazzini e nei cortili colmi di antichi mobili e scaffalature, da restaurare o da dismettere. Così è nato il rapporto con il museo, la sua storia e i suoi spazi più remoti.
Ciò che ha colpito l’artista è stato il vuoto di quegli scaffali, cassetti, ripiani una volta occupati. Mobili destinati all’archiviazione di carte dell’attività del museo.

Terre e cielo, la personale di Mikel Gjokaj fino al 10 ottobre al complesso del Vittoriano di Roma

 La mostra “Mikel Gjokaj. Terre e cielo”, ospitata al Complesso del Vittoriano dall’11 settembre al 10 ottobre 2010, è la prima retrospettiva italiana dedicata al maestro Mikel Gjokaj, nato in Kosovo nel 1946 e residente a Roma dal 1975, che vuole far conoscere l’universo pittorico dell’artista attraverso oltre cento opere tra dipinti ad olio, disegni, acquerelli, tecniche miste ed incisioni realizzate negli ultimi trentacinque anni. Come scrive Enzo Bilardello, “sono stato alcune volte nella casa studio di Gjokaj e, da subito, ho percepito che lì Roma non c’è. Da qualsiasi parte si guardi, si vede terra, coltivata e no, si vede cielo, si vedono alberi e sparsi casali, ma la nozione di trovarsi a Roma non perviene agli occhi e neppure se ne ha la sensazione. Mi sono domandato se, oscuramente, Gjokaj non abbia riprodotto il suo mondo d’origine, pur in condizioni decisamente migliori e prospere. Un mondo le cui coordinate sono tre: la terra, il cielo, e la continua ierogamia operata dall’arte. Il marinaio Colombo aveva la necessità di porre l’argine alla distesa d’acqua sempre uguale, il terricolo Gjokaj, anche nel luogo più sedimentato di storia e arte, ha potuto trovare un angolo che replica gli orizzonti delle sue origini: terra e cielo.

Caravaggio: il mistero dei due San Francesco in meditazione. La mostra a Carpineto romano

 Il sottosegretario ai Beni e alle Attivita’ Culturali, Francesco Maria Giro, ha inaugurato lo scorso week-end la mostra ”Caravaggio: il mistero dei due San Francesco in meditazione”, a Carpineto Romano.
L’esposizione, allestita nella splendida cornice di Palazzo Aldobrandini e curata da Rossella Vodret -spiega in una nota il sottosegretario- e’ basata sul confronto della tela raffigurante ‘San Francesco in meditazione, conservato nella chiesa di San Pietro di Carpineto e in deposito presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, con la sua copia, custodita nella Chiesa dell’Immacolata Concezione dei Cappuccini in via Veneto a Roma“.

Il mondo che non vedo: da domani al 26 settembre al Museo di Roma in Trastevere

 La mostra “Il mondo che non vedo” promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma e dall’Associazione Culturale Officine Fotografiche inaugura oggi a Roma presso il Museo di Roma in Trastevere, alle ore 18.00, e rimarrà aperta al pubblico dal 9 al 26 Settembre. La mostra, che tratta il tema dell’archeologia industriale, dei luoghi abbandonati e degradati delle nostre metropoli, vuole essere un dialogo ed un confronto tra le architetture della città di Roma e quelle delle altre città italiane ed europee.

This story is not ready for its footnotes: stasera nuova mostra all’ex Elettrofonica di Roma

 Il 21 luglio 2010 dalle ore 19.00, nello spazio Ex Elettrofonica, inaugura il terzo appuntamento del progetto This story is not ready for its footnotes, a cura di Camilla Pignatti Morano e Pelin Uran. La mostra attraverso opere di giovani artisti internazionali, stimola una riflessione sulla società moderna offrendo un commento su quei processi di mediazione della realtà che ad una lettura superficiale restano nascosti.
Il titolo svela il fine della mostra: i video si propongono come dispositivi di rottura rispetto alla consueta lettura del presente, permettendo agli spettatori una interpretazione dei fatti libera da condizionamenti, non costituendone necessariamente una critica diretta. Attraverso l’ironia, l’immaginazione, l’artefatto narrativo, gli artisti si confrontano con i problemi urgenti della società moderna.