Alla scoperta della Fortezza di Bardi

Tra le provincie di Parma e Piacenza, in quella che una volta era conosciuto come il Ducato omonimo, si erge un castello perfettamente conservato, denominato il Castello di Bardi, a circa 60 km da Parma città. Si tratta di un edificio arroccato da più di mille anni sopra uno sperone di diaspro rosso, nella confluenza dei torrenti Ceno e Noveglia, nacque alla fine del nono secolo per proteggere la città dall’invasione ungara, poi passò alla famiglia dei Landi, nobili principi dell’epoca rinascimentale. 

Gli scarabei dell’antico Egitto al Museo Archeologico Nazionale di Parma

 Gli scarabei dell’antico Egitto della Collezione Magnarini trovano casa a Parma. I 429 scarabei sigillo egizi che compongono la Collezione, tra le più importanti collezioni private del settore in Europa e nel mondo, infatti, saranno esposti al Museo Archeologico Nazionale della città emiliana grazie all’acquisizione da parte della Fondazione Cariparma. Acquisita la Collezione, gli scarabei sono stati affidati all’Istituzione pubblica parmense in comodato ventennale, tacitamente rinnovabile. Affidando al Museo la Collezione, la Fondazione si è impegnata anche a garantirne la migliore fruibilita’ da parte del pubblico, specializzato e non.

Mostra Futurismo alla Fondazione Magnani Rocca dal 6 settembre all’ 8 dicembre 2009, Parma

 Tutti i protagonisti del Futurismo, fra i più grandi creativi del Novecento, si ritrovano, dal 6 settembre all’ 8 dicembre, alla Fondazione Magnani Rocca, a Mamiano di Traversetolo (Pr), nella grande mostra “Futurismo! da Boccioni all’ Aeropittura”. All’ interno dell’ esposizione: capolavori di Boccioni, Balla, Severini, Sironi, Soffici, Russolo, Depero, Prampolini, sculture, libri futuristi (il libro imbullonato di Depero, il libro di latta di D’ Albisola), figurini di abiti futuristi e opere di aeropittura di Dottori, Crali, Fillia, Tato. Inoltre, una sezione di arte pubblicitaria futurista arricchisce la mostra documentando una formidabile inventiva anche in questo ambito creativo, di inalterato impatto comunicativo.

LE OPERE DA NON PERDERE
Oltre alla presenza nella collezione permanente della Magnani Rocca di un’ opera futurista come “Danseuse Articulée” (1915) di Severini, la performance di Filippo Tommaso Marinetti al Teatro Regio di Parma nel dicembre 1906 con la recita di “Ode à l’ automobile” (in francese) costituisce una ragione particolarmente motivante per l’ organizzazione della mostra.

L’ Ode di Marinetti, infatti, trattando il tema della divinizzazione del mezzo meccanico e dell’ ebbrezza siderale della velocità, può essere considerata uno dei primi segnali della successiva nascita del movimento futurista, evidenziando spirito e analogie confluiti organicamente nel Manifesto del Futurismo del febbraio 1909 (prima emiliano con la pubblicazione ne “La Gazzetta dell’Emilia”, poi parigino con “Le Figaro”).