Mostra di fumetti “Diabolik e il suo mito”, dal 17 al 29 marzo 2009 a Brembio, Lodi

 E’ la più completa mostra dedicata all’opera di Gino Marchesi, il disegnatore che nel marzo del 1963 ereditò il fumetto Diabolik, creato da Angela e Luciana Giussandi nel 1962. A settant’anni dalla sua nascita, “Diabolik e il suo mito” è una mostra allestita dalla Regione Lombardia con il comune di Brembio, la provincia di Lodi e la casa editrice Astorina. Aprirà i battenti il 17 marzo prossimo a Brembio, città natale di Marchesi in provincia di Lodi, e resterà aperta sino al 29 marzo.

L’INAUGURAZIONE
L’uomo che diede un volto a Eva Kant” è il tema dell’inaugurazione ufficiale della mostra, che si terrà sabato 21 marzo, alle ore 10.30, a Palazzo Andreani, nelle ex scuole elementari di Brembio (LO) – ingresso da Piazza Matteotti.

A Venezia Mostra Impressionismo Emma Ciardi al Museo Nazionale di Villa Pisani dal 22 febbraio al 23 maggio 2009

 Il Museo Nazionale di Villa Pisani ospita, dal 22 febbraio al 23 maggio 2009, la mostra antologica dedicata a Emma Ciardi, pittrice impressionista della Venezia del tardo Ottocento e inizio Novecento. La mostra, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, ha il patrocinio e il contributo della Regione Veneto ed è stata organizzata da Munus con la cura di Myriam Zerbi.
La splendida villa, fatta costruire nel Settecento dal 114simo doge della Serenissima Almorò Pisani a Stra, sulle rive del Brenta, è la cornice ideale per far rivivere l’ arte di Emma Ciardi e la sua pittura che – come dicevano i suoi contemporanei – sa “affascinare e sedurre”.

Mostra Cromofobie all’Ex Aurum di Pescara dal 14 febbraio al 31 maggio 2009

 Dal 14 febbraio al 31 maggio 2009 l’ EX AURUM di Pescara, affascinante struttura progettata da Giovanni Michelucci negli anni Trenta, ospita la mostra “CROMOFOBIE, percorsi del bianco e del nero nell’arte italiana contemporanea“.
La mostra, curata da Silvia Pegoraro, è realizzata dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pescara nell’ ambito di un progetto pilota della PARC – Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’ architettura e l’ arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, intitolato “SENSI CONTEMPORANEI”, con la collaborazione del Ministero per lo Sviluppo Economico e della Biennale di Venezia.

Mostra Der blaue Engel di Walter Bortolossi alla galleria Antonio Battaglia, Marzo 2009, Milano

 Walter Bortolossi con questa mostra alla Galleria Antonio Battaglia di Milano, renderà omaggio al celebre film “Der blaue Engel” (“L’Angelo Azzurro”) di von Sternberg e ai suoi indimenticabili protagonisti. Naturalmente questo è un film indimenticabile e applicare le note del celebre film all’ arte di questa esposizione rende il tutto molto più ovattato. Ricordiamo tutti la ballerina di un cabaret di infimo ordine (Marlene Dietrich: meglio conosciuta come l’angelo azzurro appunto: DER BLAUE ENGEL) e il professore di liceo (Emil Jannings) che cade in rovina invaghendosene, magari quella storia d’amore riportata ai giorni di oggi non porta quel battito che all’epoca fece sospirare tanti cuori, ma di certo le immagini torneranno alla mente e ci condurranno per mano suggerendo il filo conduttore di buona parte dei quadri in mostra.
Lo stile narrativo dell’artista è consolidato nel tempo durante il percorso creativo dall’87 ad oggi: riesce a raccontare la contemporaneità ma riesce a raccontarla connettendola con il passato e il futuro, questa è arte anche solo nel pensarla.

Mostra TABLE Chiara Scarfò, fino al 10 aprile 2009, Roma

 Chiara Scarfò (Genova, 1977), è interessata soprattutto al linguaggio della fotografia ed alla videoarte, che centra la ricerca sui luoghi della memoria e sul proprio corpo, inteso come limite immaginario o confine che deve valicare per essere, per potersi ricreare in ogni transito. E’ una realtà carica di impulsi visivi, e all’interno della dimensione definita “anestetizzata” dalle immagini, a volte alcuni artisti scelgono di esprimersi con tonalità laconiche, altri invece optano per urlare e per difendere la propria identità, è il caso di Chiara Scarfò. Sono diversi i progetti sviluppati in completa solitudine, anche le location trasmettono la stessa parola: solitudine; esposizioni negli spazi ex manicomiali di Cogoleto e Quarto, nella città natale di Chiara Scarfò, e dopo aver creato l’installazione ambientale “Nove Fratelli” nella Riserva naturale Foce dell’Isonzo a Gorizia, l’artista presenta nella Galleria Ingresso Pericoloso, Table, la materializzazione di una nuova soglia che deve essere superata attraverso l’emancipazione. Table è un ricordo fastidioso, delle molle sotto al tavolo allungabile anni ’70, lo stesso che spezzava il silenzio nel suo ambiente quotidiano. Una nota durante l’infanzia dell’artista, un orizzonte conformato dagli incontri familiari intorno al tavolo, tensioni crescenti esposte in maniera esponenziale, quasi insostenibile ai sensi, quasi irrispettosa del rito, e alla fine liberatoria. Il tavolo ma anche tutto quello intorno all’atto del mangiare insieme, vengono interpretati dall’artista come una distopia, tentativi sperimentali e fortemente orientati in un senso liberatorio. Il luogo comune della cucina, il centro nevralgico, il tavolo, vengono tratteggiati sommariamente, stilizzati, quasi azzerati, in forme sprovviste di ogni possibile uso. Si intravedono sagome con presenze vuote, profili filiformi rievocativi di strutture conosciute ma difficili da identificare.

Mostra Madre Terra fino al 29 marzo 2009, ROMA

 Si chiama “Madre Terra” e per il secondo anno consecutivo National Geographic ci regala le meravigliose immagini dello staff di fotografi naturalisti più autorevole al mondo. Un maestoso iceberg, un’iguana aggrappata ad una roccia, pinguini, danze tribali, una rassegna fotografica dedicata alla salvaguardia del Pianeta presentata da “National Geographic”. La mostra ci farà vedere i 101 scatti dei 58 fotografi, li hanno suddivisi per continenti, una soluzione fortunata perché ci regala la sensazione di abbracciare in un unico sguardo il percorso attraverso Africa, Americhe, Asia, Europa, Oceania e Poli ospitata nella sala Fontana del Palazzo delle Esposizioni, offre l’occasione per conoscere i fotografi che pubblicano sulla nota rivista. A presenziare l’apertura della mostra c’era, tra gli altri, uno dei pochi fotografi italiani accreditati National Geographic. Sandro Santioli La riuscita dell’allestimento è evidente quando, trovandoci all’interno dello spazio fontana, un salone quadrato con i quattro angoli identici, riusciamo a guardare in un sol colpo d’occhio la parete dedicata all’Artide e quella dedicata all’Antartide: l’orso polare da una parte e i pinguini dall’altra, i gialli paesaggi nordici illuminati dal sole al tramonto e il ghiaccio bluastro del polo sud. Una costruzione che sembra riferirsi all’effettiva condizione più critica del polo nord.

Mostra “Nigra Sum Sed Formosa Sacro e Bellezza dell’ Etiopia Cristiana” dal 13 marzo al 10 maggio 2009, Venezia

 La Mostra “NIGRA SUM SED FORMOSA SACRO E BELLEZZA DELL’ ETIOPIA CRISTIANA” viene esposta per la prima volta in Italia a Venezia, risulta molto innovativa e forse questo lo dobbiamo anche grazie ai materiali in gran parte inediti. E’ la prima grande mostra in assoluto che il nostro paese dedichi all’ arte, non di certo arte contemporanea, qui potrete ammirare l’ arte millenaria di un paese fantastico e ancora poco conosciuto come l’ Etiopia. Naturalmente per una mostra di questa entità si è voluto scegliere una città che non poteva essere diversa da Venezia. La stessa Venezia che già nel ‘400 aveva instaurato con il “regno che dominava il Corno d’Africa” forti legami di certo economici, e anche religiosi ma soprattutto legami culturali molto stretti. Questo legame ha fatto in modo che, su richiesta dell’Impero del Leone, tanti stimati pittori furono mandati in quelle terre e per secoli influenzarono ogni espressione artistica di quelle terre. Risulta fondamentale nella realizzazione di questa iniziativa il ruolo di collegamento e il supporto progettuale fornito all’ Università Ca’ Foscari e alla Regione. I curatori della mostra, che verrà allestita nella sede espositiva dell’ Università Ca’ Foscari lungo il Canal Grande, sono Gianfranco Fiaccadori, Giuseppe Barbieri, e Mario Di Salvo coadiuvati da un amplissimo comitato scientifico internazionale.

Mostra fotografica Igor Eskinja Galleria Contemporaneo, fino al 28 marzo 2009, Mestre

 Non è solo una mostra fotografica ma diventa una questione di percezione, o meglio: di attenzione. Si entra distrattamente in un contesto allestito dal giovane artista Igor Eskinja – croato – che attualmente è una delle presenze emergenti a livello internazionale, come da segnalazioni di Manifesta 7, dove Igor Eskinja (giovanissimo! Infatti è del 1975) era presente nell’esposizione di Rovereto. Si può passare tra la differenza fra una fotografia, di certo accuratissima e di grande formato, che in questo caso ritrae una installazione e percepire l’installazione medesima nella sua concreta esistenza. Si susseguono giochi di dimensione visuale, si passa dal bidimensionale per perdersi nel tridimensionale nei complessi interventi, anche se ci si aspettano trucchi estremi per rendere questi effetti sappiate invece che sono estremamente semplici per i mezzi usati. L’indagine di Igor Eskinja si occupa di quella sottile presentazione di cose o di oggetti comuni dove ci si può confondere con la loro presenza all’interno dello spazio espositivo. Esiste una oscillazione evidente ed enigmatica, i lavori installati vengono fotografati, e la dimensione dell’intervento, contestualizzata allo spazio, viene registrata. Le fotografie rendono instabile la relazione fra ciò che è la presenza dell’oggetto e la registrazione fotografica del tutto. Realtà ed apparenza si mischiano per ottenere toni forti, diventando due termini dai confini indecisi, scambiandosi le parti, e lo spettatore nell’atto del percepire deve anche percepirsi. Si assume coscienza di sé, e di quello che stiamo osservando. Igor Eskinja dice: “Il mio interesse va a creare una situazione nella quale uno spettatore cercando di bilanciarsi sui limiti dello spazio crea una certa relazione mentale con lo spazio medesimo nel quale si trova in quel momento”. La sorpresa ha un ruolo fondamentale nel lavoro dell’artista ed è una sorpresa che si nota anche dalla povertà dei materiali usati, che riescono a rispecchiare una acutezza concettuale e un’estrema pulizia formale delle proposte. Che vengono sempre relazionate allo spazio espositivo, come alle superfici che lo delimitano e formano: le pareti, il pavimento, le soglie.

Mostra PENOMBRE ASTRATTE Giorgio Centovalli Esposizione Personale di Pittura, fino al 16 marzo 2009, Città di Castello Perugia

 La mostra Penombre astratte è una mostra personale d’arte di Giorgio Centovalli, la ospiterà il Circolo Tifernate Accademia degli Illuminati di Città di Castello, Giorgio Centovalli è un astro nascente dell’arte contemporanea, e recentemente sta conquistato la scena artistica italiana con le sue opere che rispecchiano una singolare esecuzione. L’esposizione propone venticinque opere dell’artista che sublimano il segno sulla superficie dipinta, la mostra è patrocinata dal Comune di Città di Castello ed è sponsorizzata dal dr Massimo Mercati. Le tematiche curate dall’autore riguardano soprattutto la natura e le sue innumerevoli forme, siano essere libere o addirittura fluttuanti. Giorgio Centovalli riesce a creare delle suggestioni visive riportando questa magia in quadri con una certa atmosfera, si capisce che lo studio coloristico è stato messo a punto mediante un raffinato impiego della luce. E’ infatti la luce la svolta di questa atmosfera, questo particolare effetto luministico risalta con le sue ombre naturali, quasi ad anticipare un certo fascino arcano, si sente l’energia cosmica attraverso queste visioni e tutta la forza ci viene comunicata attraverso la luce. Il protagonista della rassegna Giorgio Centovalli è originario di Città di Castello, dipinge sperimentando le differenti possibilità creative dell’olio, lo vediamo dedito alla pittura sin dal 1994 con notevoli risultati. Numerose le sedi in cui ha esposto, soprattutto all’estero. Tra queste occorre menzionare la Galerie Bertrand Kass di Innsbruck, sotto la cui egida Centovalli ha girato l’intera Europa, il Museo Michelangiolesco di Caprese Michelangelo, Torre Strozzi, Palazzo Pretorio di Sansepolcro, Museo delle Bilance di Monterchi, Villa Margherini Graziani, Chiostro del Comune di Apecchio e la Sala del Camino di Citerna. Le sue opere non sono altro che espressioni interiori su un letto di penombre astratte.

Mostra girotondo cambia il mondo, Ritmi Portoghesi fino al 26 marzo 2009, Napoli

 La mostra Girotondo, cambia il mondo offre un panorama molto attuale dell’illustrazione portoghese e della poesia per ragazzi attraverso una selezione di illustratori, opere, e autori che mettono in evidenza la grande varietà dei linguaggi che ci circondano, e tecniche, gli stili personali e le varie tendenze in atto, che hanno una grande diffusione in Europa e che hanno conosciuto una nuova fioritura a partire dagli anni Ottanta, questo non ci può che dar conferma che l’arte possa farsi libro e la poesia immagine. Realizzata con la collaborazione del consolato del Portogallo a Napoli, ma anche con la collaborazione dell’Università L’Orientale di Napoli, con la Direzione generale del Libro, con l’Associazione Italia-Portogallo, e naturalmente con la collaborazione delle Biblioteche del Ministero della Cultura Portoghese e l’Associazione culturale Vedere per leggere di Lisbona. Questa mostra Girotondo, cambia il mondo risulta una testimonianza preziosa, parliamo di una civiltà iberica in apparenza un po’ minoritaria rispetto a quella attualmente in Spagna, ma di certo non meno rilevante sul piano letterario e sul piano storico. Il percorso espositivo prevede una mostra a cura di Eduardo Filipe e Ju Godinho, su design di Luìs Mendonça, con catalogo di Rui Mendonça, organizzazione e produzione Ver Pra Ler. In mostra si potranno ammirare circa 120 tavole originali di tredici illustratori diversi, oltre un’ampia selezione di libri portoghesi rivolti all’infanzia e alla gioventù, con una particolare attenzione alla produzione poetica.