Il cane a sei zampe: la storia di Eni in mostra al Vittoriano dal 25 marzo al 25 aprile

 Il Complesso del Vittoriano dal 25 marzo al 25 aprile prossimo ospita ‘Il cane a sei zampe‘, una grande mostra che vuole far conoscere la storia di Eni dal 1952 ad oggi. La rassegna ripercorre la nascita e l’evoluzione del suo celebre logo, il cane a sei zampe, attraverso documenti, fotografie, pubblicita’, articoli di giornali, filmati, oggetti che scandiscono le fasi di rivisitazione del marchio in un percorso parallelo ai momenti di svolta della società italiana.

I mutanti in mostra all’accademia di Francia dal 30 marzo al 6 giugno, Roma

 Da martedì 30 marzo a domenica 6 giugno 2010, con il titolo collettivo de I Mutanti, saranno presentate a Villa Medici cinque mostre monografiche curate da Éric de Chassey, direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici.

I MUTANTI
I cinque artisti che saranno riuniti all’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici sono stati definiti dei mutanti: le loro opere incarnano infatti un mondo di cui non sappiamo ancora molto, se non che la stabilità delle identità non potrebbe più esservi definitiva. I lavori di Adel Abdessemed, Stephen Dean, Ellen Gallagher, Adrian Paci e Djamel Tatah pongono il problema della pluralità oggi, non soltanto dal punto di vista sociologico, ma anche nell’utilizzo delle tecniche ibride che mettono in pratica. Appartengono pienamente a un’epoca in cui le identità individuali degli abitanti del mondo occidentale si costruiscono attraverso le migrazioni, le situazioni coloniali e post-coloniali. Essi sono plurinazionali, plurietnici o multiculturali, a volte tutte queste cose insieme, senza che le pluralità si annientino all’interno di una comunità idealizzata né tantomeno cancellino storie e passati differenziati. Ma sono soprattutto le loro creazioni a essere il risultato concreto di un processo di ibridazione.

Tiempos migrantes: Ernesto Morales in mostra all’Iila di Roma

 L’Istituto Italo-Latino Americano e l’Ambasciata Argentina in Italia, in collaborazione con l’Associazione Interno Ventidue Arte Contemporanea, presentano ”Tiempos Migrantes”, mostra personale dell’artista argentino Ernesto Morales nella Galleria dell’Istituto Italo-Latino Americano a Roma. La mostra, che si inaugurerà lunedì 22 marzo, raccoglie i risultati della ricerca più recente dell’Artista argentino connessa fondamentalmente al linguaggio della pittura, utilizzando video e la fotografia come strumenti di indagine formale e concettuale volti all’approfondimento dei temi affrontati quali la memoria, l’identità culturale, l’esilio e le migrazioni.

Australia Today, la mostra al Museo di Palazzo Incontro a Roma prorogata fino al 25 aprile

 Prorogata fino al 25 aprile la collettiva sugli artisti aborigeni australiani “Australia Today. Capolavori degli Aborigeni d’Australia” allestita al Museo di Palazzo Incontro a Roma. L’esposizione gratuita, che ha superato le 5 mila presenze ad un mese dall’inaugurazione, propone per la prima volta in Italia l’arte degli artisti nativi del grande continente australiano come Rover Thomas, Clifford Possum, Judy Watson Napangardi e Nancy Nungurrayi.
Lungo le 24 sale dell’allestimento troneggiano oltre 220 opere di artisti aborigeni australiani.

Raffaele Luigi Leone, la personale a Palazzo Margutta, Roma

 L’artista Raffaele Luigi Leone celebrato a Roma con una mostra antologica. La personale, organizzata a Palazzo Margutta dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte”, dal 13 al 20 marzo, è dedicata a Leone, 1950-2009, medico sensibile e attento ricercatore universitario, ma soprattutto artista dotato di una grande curiosità intellettuale. Dall’acquarello al disegno a china, dalle sculture alla composizione di poesie e testi musicali, personalità poliedrica e indagatrice, Leone si è meritato l’appellativo di “sismografo” del nostro tempo, capace, come afferma Gabriele Simongini nella presentazione al catalogo, di “andare al di là delle apparenze per intercettare la vita interiore del soggetto scelto”.

Pittura dinamica = simultaneità delle forze: il futurismo di Giacomo Balla in mostra a Roma fino a domani

 Colori luminosi e forti, dinamici e simultanei, che parlano della natura nella quale visse e che lo influenzò in tutta la sua opera. Sono quelli che si ritrovano nelle opere della mostra dedicata a Giacomo Balla, “Pittura dinamica= simultaneità delle forze”, nella quale si affronta l’inedita tematica del Manifesto del Colore che l’artista pubblicò nel 1918 e nel quale si analizza il ruolo del colore nella pittura d’avanguardia. Venti dipinti, visibili presso la Galleria F. Russo di Roma fino al 6 marzo, che coprono il periodo anni Dieci – fine anni Venti e provengono tutti da Casa Balla, ossia dalla casa di via Oslavia a Roma nella quale l’artista si trasferì nel 1895.

Corinna e Olga Modigliani, l’amour de l’art: una mostra al femminile fino all’8 marzo a Roma

 Corinna e Olga Modigliani, cugine di Amedeo, ma soprattutto due donne artiste della Roma di via Margutta, al centro della convulsa vita artistica romana nella prima metà del Novecento. A loro il Modigliani Institut dedica una mostra, “Corinna e Olga Modigliani, l’amour de l’art”, allestita a Palazzo Taverna fino all’8 marzo. “Due sorelle – spiega all’ADNKRONOS Christian Parisot, presidente del Modigliani Institut e curatore della mostra – che hanno dedicato la loro vita alla scultura, alla ceramica e alla pittura. Corinna essenzialmente pittrice e Olga ceramista”.

Carnevale romano, al Museo di Roma Palazzo Braschi fino al 5 aprile

 A Carnevale ogni dipinto vale. E proprio così, i luoghi, le maschere e lo spirito di questa festa antica rivivono nella mostra “Carnevale romano“, allestita al Museo di Roma Palazzo Braschi, fino al 5 aprile. Circa 90 opere, del Museo di Roma, del Museo in Trastevere e di collezioni private, saranno esposte insieme al prezioso abito scultura di Roberto Capucci, “Donna Gioiello”, appartenente al Museo Fortuny, che rappresenta idealmente il gemellaggio tra le città di Venezia e Roma, istituito in occasione del Carnevale 2010.

Mostra TABLE Chiara Scarfò, fino al 10 aprile 2009, Roma

 Chiara Scarfò (Genova, 1977), è interessata soprattutto al linguaggio della fotografia ed alla videoarte, che centra la ricerca sui luoghi della memoria e sul proprio corpo, inteso come limite immaginario o confine che deve valicare per essere, per potersi ricreare in ogni transito. E’ una realtà carica di impulsi visivi, e all’interno della dimensione definita “anestetizzata” dalle immagini, a volte alcuni artisti scelgono di esprimersi con tonalità laconiche, altri invece optano per urlare e per difendere la propria identità, è il caso di Chiara Scarfò. Sono diversi i progetti sviluppati in completa solitudine, anche le location trasmettono la stessa parola: solitudine; esposizioni negli spazi ex manicomiali di Cogoleto e Quarto, nella città natale di Chiara Scarfò, e dopo aver creato l’installazione ambientale “Nove Fratelli” nella Riserva naturale Foce dell’Isonzo a Gorizia, l’artista presenta nella Galleria Ingresso Pericoloso, Table, la materializzazione di una nuova soglia che deve essere superata attraverso l’emancipazione. Table è un ricordo fastidioso, delle molle sotto al tavolo allungabile anni ’70, lo stesso che spezzava il silenzio nel suo ambiente quotidiano. Una nota durante l’infanzia dell’artista, un orizzonte conformato dagli incontri familiari intorno al tavolo, tensioni crescenti esposte in maniera esponenziale, quasi insostenibile ai sensi, quasi irrispettosa del rito, e alla fine liberatoria. Il tavolo ma anche tutto quello intorno all’atto del mangiare insieme, vengono interpretati dall’artista come una distopia, tentativi sperimentali e fortemente orientati in un senso liberatorio. Il luogo comune della cucina, il centro nevralgico, il tavolo, vengono tratteggiati sommariamente, stilizzati, quasi azzerati, in forme sprovviste di ogni possibile uso. Si intravedono sagome con presenze vuote, profili filiformi rievocativi di strutture conosciute ma difficili da identificare.