Dal 14 febbraio al 31 maggio 2009 l’ EX AURUM di Pescara, affascinante struttura progettata da Giovanni Michelucci negli anni Trenta, ospita la mostra “CROMOFOBIE, percorsi del bianco e del nero nell’arte italiana contemporanea“.
La mostra, curata da Silvia Pegoraro, è realizzata dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pescara nell’ ambito di un progetto pilota della PARC – Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’ architettura e l’ arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, intitolato “SENSI CONTEMPORANEI”, con la collaborazione del Ministero per lo Sviluppo Economico e della Biennale di Venezia.
mostre aprile
Mostra TABLE Chiara Scarfò, fino al 10 aprile 2009, Roma
Chiara Scarfò (Genova, 1977), è interessata soprattutto al linguaggio della fotografia ed alla videoarte, che centra la ricerca sui luoghi della memoria e sul proprio corpo, inteso come limite immaginario o confine che deve valicare per essere, per potersi ricreare in ogni transito. E’ una realtà carica di impulsi visivi, e all’interno della dimensione definita “anestetizzata” dalle immagini, a volte alcuni artisti scelgono di esprimersi con tonalità laconiche, altri invece optano per urlare e per difendere la propria identità, è il caso di Chiara Scarfò. Sono diversi i progetti sviluppati in completa solitudine, anche le location trasmettono la stessa parola: solitudine; esposizioni negli spazi ex manicomiali di Cogoleto e Quarto, nella città natale di Chiara Scarfò, e dopo aver creato l’installazione ambientale “Nove Fratelli” nella Riserva naturale Foce dell’Isonzo a Gorizia, l’artista presenta nella Galleria Ingresso Pericoloso, Table, la materializzazione di una nuova soglia che deve essere superata attraverso l’emancipazione. Table è un ricordo fastidioso, delle molle sotto al tavolo allungabile anni ’70, lo stesso che spezzava il silenzio nel suo ambiente quotidiano. Una nota durante l’infanzia dell’artista, un orizzonte conformato dagli incontri familiari intorno al tavolo, tensioni crescenti esposte in maniera esponenziale, quasi insostenibile ai sensi, quasi irrispettosa del rito, e alla fine liberatoria. Il tavolo ma anche tutto quello intorno all’atto del mangiare insieme, vengono interpretati dall’artista come una distopia, tentativi sperimentali e fortemente orientati in un senso liberatorio. Il luogo comune della cucina, il centro nevralgico, il tavolo, vengono tratteggiati sommariamente, stilizzati, quasi azzerati, in forme sprovviste di ogni possibile uso. Si intravedono sagome con presenze vuote, profili filiformi rievocativi di strutture conosciute ma difficili da identificare.
Mostra “Nigra Sum Sed Formosa Sacro e Bellezza dell’ Etiopia Cristiana” dal 13 marzo al 10 maggio 2009, Venezia
La Mostra “NIGRA SUM SED FORMOSA SACRO E BELLEZZA DELL’ ETIOPIA CRISTIANA” viene esposta per la prima volta in Italia a Venezia, risulta molto innovativa e forse questo lo dobbiamo anche grazie ai materiali in gran parte inediti. E’ la prima grande mostra in assoluto che il nostro paese dedichi all’ arte, non di certo arte contemporanea, qui potrete ammirare l’ arte millenaria di un paese fantastico e ancora poco conosciuto come l’ Etiopia. Naturalmente per una mostra di questa entità si è voluto scegliere una città che non poteva essere diversa da Venezia. La stessa Venezia che già nel ‘400 aveva instaurato con il “regno che dominava il Corno d’Africa” forti legami di certo economici, e anche religiosi ma soprattutto legami culturali molto stretti. Questo legame ha fatto in modo che, su richiesta dell’Impero del Leone, tanti stimati pittori furono mandati in quelle terre e per secoli influenzarono ogni espressione artistica di quelle terre. Risulta fondamentale nella realizzazione di questa iniziativa il ruolo di collegamento e il supporto progettuale fornito all’ Università Ca’ Foscari e alla Regione. I curatori della mostra, che verrà allestita nella sede espositiva dell’ Università Ca’ Foscari lungo il Canal Grande, sono Gianfranco Fiaccadori, Giuseppe Barbieri, e Mario Di Salvo coadiuvati da un amplissimo comitato scientifico internazionale.
Mostra Percorsi della Fede, Dal 21 febbraio al 30 aprile 2009 Verona
Un percorso artistico improntato sul nazionalismo? L’autore della mostra “Percorsi di fede” Marco Cingolati, racconta: “Ho sempre considerato la pittura una questione italiana” Ma non termina qui la sua considerazione infatti sostiene che la pittura sia anche una questione cattolica, anzi particolarmente cattolica. Si appresta a raccontare cenni storici,e motivazioni sulle tradizioni pittoriche occidentali, quella “necessità di dipingere la storia di Cristo”. Ritenendo il nucleo e quindi la centralità cattolica come universale, portando ad aprire i popoli a rivitalizzare in maniera continua l’approccio alla pittura, contribuendo a far diventare l’Italia la culla di tale evento, e nello stesso tempo divulgatrice della stessa pittura.
Marco Cingolati vuole definire così l’essenza della mostra Percorsi di fede, per lui è forse un ritorno al passato, alle sue origini, infatti lo possiamo ricordare come autore di opere dichiaratamente ispirate al tema religioso, ma in questa mostra Percorsi di fede si evince un ulteriore precisazione in ambito religioso: La Madonna. Infatti c’è una concentrazione di particolari che rapiscono l’attenzione su queste opere, l’artista ha sottolineato e portato in evidenza le apparizioni mariane, per esattezza quelle degli ultimi due secoli. Naturalmente stiamo parlando di Lourdes e Fatima.
Mostra Arte, Genio e Follia. Il giorno e la notte dell’ artista. Fino al 25 maggio 2009 Siena
La potrete ammirare nelle sale del Complesso Museale Santa Maria della Scala a Siena la mostra “Arte, Genio e Follia. Il giorno e la notte dell’artista”, nasce da un’idea di Vittorio Sgarbi, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta. E’ molto particolare l’ispirazione della mostra infatti rappresenta il primo tentativo (in Italia) di una sorta di indagine del rapporto tra produzione artistica e disagio mentale. Da qui arte e follia infatti i dipinti e le sculture in mostra illustrano, infatti, il complesso rapporto tra queste due grandi dimensioni umane. Sono 10 diverse sezioni che potrete percorrere all’interno dello spazio espositivo, naturalmente ci sono grandi nomi nel campo dell’arte ma anche grandi nomi della psichiatria. C’è un intento ed è quello di indagare “l’essere nel mondo” degli artisti attraverso i loro capolavori, insieme alla fondamentale prospettiva storica e a tutti quei contributi che hanno studiato da punti di vista differenti “arte, genio e follia”, siano essi di nature diverse come quella artistica, scientifica o medica. In questo contesto la scienza intesa come la psichiatria e l’arte si fondono e al progetto espositivo hanno preso parte alcuni tra i maggiori centri internazionali per la psichiatria. Provenienti dai più importanti musei italiani ed europei in mostra ci sono le opere di alcuni protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, tra i capolavori esposti il celebre Ospedale di Saint-Paul a Saint-Rémyde- Provence di Vincent Van Gogh, proveniente dal Musée d’Orsay di Parigi, Di Ernst sono esposte tra le altre opere anche L’ermaphrodite e La verre.
Mostra la Dinamo Futurista omaggio a Umberto Boccioni, dal 15 febbraio al 19 aprile 2009, Lugano
Non penserete che il centenario della fondazione del movimento futurista si festeggi solo in Italia, vero? Il Museo d’Arte di Lugano intende fare delle celebrazioni per questo importante movimento, un omaggio a Umberto Boccioni, uno degli assoluti protagonisti del futurismo, riconosciuto come quello ha contribuito di più in maniera assoluta alla sua nascita e al suo sviluppo. Lugano e il Museo d’Arte hanno messo a disposizione un piano intero del museo dedicando alla produzione giovanile del futurista fiorentino Primo Conti, sodale di Boccioni. All’interno della mostra La dinamo futurista dedicata a Boccioni, che occupa il primo e il secondo piano del museo, per la prima volta vengono messi in dialogo le opere su carta e le opere prefuturiste, raccogliendo così ventuno opere realizzate tra il 1903 e il 1909. All’interno della mostra La dinamo futurista c’è un numero importante di queste opere. Presentato in occasione della mostra Boccioni prefuturista tenutasi al Museo Nazionale di Reggio Calabria nel 1983 mentre il nucleo nella sua totalità alla mostra Opere d’arte della Città di Lugano. Donazione Chiattone presso il Museo Civico di Belle Arti di Lugano nel 2006-2007. L’impostazione dell’esposizione ha una messa in dialogo dei due nuclei bocconiani, provenienti da altre collezioni pubbliche e private svizzere e italiane pertinenti alle opere presenti nell’istituzione ticinese e in quella cosentina a cui saranno integrati una serie di complementi. Particolare interessanti sono gli accostamenti inediti in mostra di alcuni studi preparatori con le relative esecuzioni ad olio come nel caso ad esempio di Contadini al lavoro e Campagna lombarda.
Mostra Akhenaton. Faraone del Sole, dal 27 febbraio al 14 giugno 2009, Torino
Il Faraone che istituì il culto dell’Aton, il disco solare trasformato in un’entità divina a tutti gli effetti, la società al tempo di Akhenaton rappresenta un unicum per la storia egizia: la mostra, basandosi sulle più recenti acquisizioni dell’egittologia mondiale, parte dalla teoria ormai consolidata che la riforma religiosa voluta da Akhenaton, focalizzata sul culto dell’Aton, non fu null’altro che un espediente teologico per restituire al monarca il ruolo di unico tramite tra gli uomini e il dio in quanto individuo nella cui essenza si fondono divino e umano. L’arte di quello che è chiamato “periodo amarniano” mostra con maggiore chiarezza questa evoluzione che rivela una presa di distanza dalla staticità delle epoche precedenti. . Il ritrovamento della sua capitale con le vestigia dei palazzi, dei templi dedicati all’Aton, delle ricche dimore dei funzionari e delle botteghe degli artisti ha riportato alla luce la splendida arte, i segni della vivacità culturale, la nuova sensibilità intellettuale che permearono il regno di Akhenaton.
Mostra La magia della linea. 110 disegni di de Chirico dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Fino al 19 aprile, Roma
La mostra rientra nella serie di eventi che si svolgeranno fino il 2010 con il nome emblematico di Immortalità a Giorgio de Chirico. E’ questo il tributo che la città di Roma rende al Grande Maestro, per ricollegarci a date ed eventi questa è in occasione del Trentennale della morte e dei 120 anni dalla nascita. Il Museo Bilotti all’Aranciera di Villa Borghese nell’ambito delle celebrazioni dedicate a Giorgio de Chirico, ospita 110 disegni del Maestro della Metafisica. La mostra da subito ci appare con un gruppo di disegni metafisici concessi per l’occasione dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e poi ci porta per mano a proseguire il viaggio insieme a tutti i più importanti lavori provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
L’esposizione è un giardino di meraviglie e appunto anche la magia ne fa parte, perché anche se “linee” sono comunque magiche essendo di de Chirico. “La magia della linea. 110 disegni di de Chirico dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico” comprende tra l’altro i Ritratti di Rissa, i Nudi antichi (1926), il gruppo dei Gladiatori, Hebdomeros del 1928 e la suggestiva serie dei Mobili nella valle e dei Bagni misteriosi degli anni Trenta.
Mostra Di che colore è il vento, insegnare ai bambini a leggere con le dita Roma dal 12 febbraio al 3 maggio
Nel bicentenario della nascita di Louis Braille, l’esposizione propone un’esposizione di 80 libri tattili illustrati per raccontare una diversa concezione dell’illustrazione per l’infanzia. Laboratori sull’immagine tattile e sulla scrittura braille completano la mostra. Un modo divertente e speciale per rendere omaggio all’inventore di un altro modo di leggere e scrivere lettere e numeri, libri raccolti tra le collezioni degli editori più rappresentativi del settore. La mostra accompagnerà i visitatori alla scoperta di un modo diverso di intendere l’illustrazione per l’infanzia, fatta di parole segrete, di puntini e immagini a rilievo, che spesso gli occhi da soli non sono in grado di vedere. Questi libri nascono per soddisfare le esigenze dei bambini con differenti abilità di lettura ma nel tempo hanno trovato sempre più estimatori grazie all’originalità delle creazioni, sospese tra la didattica speciale e il libro d’arte.
La mostra “Giorgio Morandi 1890-1964” al Museo d’ Arte Moderna di Bologna fino al 13 Aprile 2009
Finalmente la mostra di Giorgio Morandi nella città natale: Bologna. La mostra “Giorgio Morandi 1890-1964”, allestita al MAMbo (Museo d’ Arte Moderna di Bologna), presenta oltre un centinaio di opere che documentano il percorso e l’ evoluzione espressiva di Gianni Morandi, dagli esordi fino alla pittura degli ultimi anni, passando attraverso tutte le tecniche nelle quali Morandi si è cimentato.
La selezione effettuata dai curatori della mostra comprende lavori appartenenti, oltre che al Museo Morandi di Bologna, alle raccolte di studiosi e amici dell’ artista. Sono presenti anche dipinti acquisiti da collezionisti che entrarono in contatto con Morandi.
La mostra comprende anche grandi capolavori dell’ artista confluiti nei musei americani, come quelli ora al MoMA di New York, alla National Gallery of Art, alla Phillips Collection e allo Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, o alla Yale University Art Gallery di New Haven, che rappresentano un’ eccezionale occasione per i visitatori della sede italiana.