Mostra Copyright Murakami al Guggenheim fino al 31 maggio 2009, Bilbao

 È stato ribattezzato l’ Andy Warhol giapponese dell’ arte contemporanea, fautore del concetto di produzione su scala industriale nell’ arte: è Takashi Murakami, artista nato a Tokio nel 1962. Il museo Guggenheim di Bilbao dedica a lui, fino al prossimo 31 maggio, la più ambiziosa retrospettiva finora realizzata. Si chiama “Copyright Murakami” e propone oltre 90 opere fra pitture, sculture, disegno industriale, animazione e moda.

L’ esposizione, realizzata in collaborazione con The Museum of Contemporary Art di Los Angeles, copre completamente i 2.000 metri quadrati del terzo piano del museo progettato da Frank Gehry e consente di ripercorrere l’ itinerario artistico del versatile autore giapponese: il particolare universo di Murakami, a cavallo fra la tradizione giapponese, le correnti nipponiche contemporanee di animazione e i manga, i celebri pupazzi animati, la pop-art americana e il surrealismo europeo.

LA VITA DI MURAKAMI IN MOSTRA
La mostra, curata da Paul Schimmel, propone i primi lavori dell’ artista, negli anni Novanta, in cui Murakami esplora la propria identità alla ricerca di una propria “impronta”; ma anche le sculture su grande scala, autentiche icone dell’ autore, fino agli oggetti fatti a mano, ai progetti di animazione, ai lavori collegati al mondo della moda degli ultimi anni.

Mostra Luci della Ribalta allo spazio Tadini a Milano. Dal 2 Aprile al 3 Maggio 2009

 Progettata come ideale continuazione della rassegna “Come eravamo” dedicata nel 2008 ai Maestri protagonisti negli anni ’70, la mostra “Luci della ribalta” esposta a Milano prosegue e approfondisce la conoscenza della contemporaneità nell’ arte e nel territorio proponendo contenuti di merito e di ampia prospettiva. Realizzata da Ad Acta e curata da Claudio Rizzi per il Museo Civico di Maccagno, il Comune di Lecco e il Museo d’Arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti, la mostra verrà aperta allo spazio Tadini di Milano il 2 aprile e proseguirà poi fino al 3 maggio 2009.

I PROTAGONISTI DELLA MOSTRA
La mostra, focalizzando personalità di forte profilo, individua caratteri di sicuro valore. Ventuno autori, chiamati ad esporre due opere ciascuno, determinano una vivace sequenza di forme espressive arricchite anche dalla particolare adozione di materiali e strumenti espressivi. Sono Alberto Barbieri, Claudio Borghi, Giovanni Cerri, Francesco Dalmaschio, Mario De Leo, Giovanna Fra, Grazia Gabbini, Maria Cristina Galli, Max Marra, Franco Marrocco, Maria Molteni, Daniela Nenciulescu, Raffaele Penna, Antonio Pizzolante, Dolores Previtali, Grazia Ribaudo, Alessandro Savelli, Rita Siragusa, Elena Strada, Pierantonio Verga, Giorgio Vicentini.
Tematiche di suggestione ed evocazione, ritenute più confacenti alla libera interpretazione del pubblico e alla dialettica necessaria in arte, vengono prescelte rispetto ai canoni di figurazione. Ne deriva una rassegna omogenea, coerente e consequenziale.

Mostra Leonardo Da Vinci dal 4 aprile al 4 luglio 2009, Livorno

 La città di Livorno rende omaggio al genio fiorentino di Leonardo da Vinci con la mostra “Leonardo e il volo. Dagli uccelli alle macchine volanti”, che si terrà il 4 aprile e proseguirà fino al 4 luglio al Museo di storia naturale del Mediterraneo. Ma non si tratta di una mostra qualsiasi: la verà novità è che, per la prima volta in assoluto, verrà presentata la ricostruzione di una macchina volante “nascosta” nel celebre codice del volo di Leonardo. Si tratta di un manoscritto datato 1505, custodito alla Biblioteca reale di Torino.

IL GRANDE NIBBIO
Nella mostra saà disponibile anche una versione interattiva del Codice, che sarà fruibile al pubblico. Animazioni in 3D consentiranno di comprendere i disegni del genio di Vinci, mentre dallo studio del manoscritto è nata la scoperta di questa Macchina volante, battezzata Grande Nibbio in onore dell’ uccello che Leonardo aveva deciso di prendere come ispirazione. Sul suo quaderno lo scienziato ha disegnato e descritto non solo come volano gli uccelli, ma ha anche immaginato numerose macchine che non sempre sono di facile interpretazione.

Mostra Andrea Palladio alla Royal Academy of Arts. Fino al 13 Aprile 2009, Londra

 Nel cinquecentenario dalla morte, la Royal Academy of Arts, a trent’ anni dall’ultima mostra londinese dedicata all’ architetto veneto, propone una grande mostra su Andrea Palladio dal titolo “Andrea Palladio. His Life and Legacy”. His Life and Legacy”. La mostra giunge a Londra in un itinerario internazionale che ha avuto una prima tappa a Vicenza, ammirata da quasi centomila visitatori.

ANDREA PALLADIO
Palladio non fu solo uno dei maggiori architetti italiani, fu anche un professionista la cui opera ha continuato a influenzare i cinque secoli successivi.
Attivo a Vicenza, Venezia e nel Veneto, Palladio creò un nuovo linguaggio architettonico derivato dalle fonti classiche ma reinventato per rispondere alle esigenze funzionali e alle esigenze estetiche del suo tempo. La sua straordinaria opera comprende edifici pubblici e chiese, tuttavia furono i suoi palazzi di città e le ville di campagna a influenzare le generazioni successive di architetti europei e americani.
Modelli a larga scala, animazioni al computer, disegni originali, libri e dipinti presentano in mostra questa eccezionale opera architettonica e la sua eredità, rendendo ragione del perché il nome di Palladio abbia continuato ad essere sinonimo di architettura per 500 anni.

Mostra su Rodin al Musée d’ Orsay di Parigi dal 10 marzo al 31 maggio 2009

 “Dimenticare Rodin ? La scultura a Parigi, 1905-1914” è la fantastica mostra dedicata allo scultore francese che avrà luogo dal 10 marzo al 31 maggio 2009 al Museo d’ Orsay, nelle sale 67, 68, 69 e nella Terrasse Lille di Parigi.
All’ inizio del XX secolo, Rodin è lo scultore per eccellenza. Le nuove generazioni, in Francia come del resto in altri paesi, cercano di liberarsi dal suo influsso. Questa mostra di respiro europeo mostra come le ricerche sui volumi anti-rodiniani si affermino con forza sia presso gli artisti classici – Maillol, Bernard, Lehmbruck – sia presso quegli scultori che hanno rappresentato l’ avanguardia – Duchamp-Villon, Archipenko, Brancusi-. Respingendo gli eccessi dell’ espressione, un’ intera generazione è ossessionata dall’ idea della forma e della linea, come rivelano inediti raffronti.

LA SCULTURA DEL 1900
Intorno al 1900, nel campo della scultura, l’ aspirazione per un nuovo universo formale si fa incalzante. Le teorie dello scultore tedesco Lehmbruck sono, da questo punto di vista, sintomatiche. Nei suoi scritti, costui stigmatizza in particolare l’ “eccesso d’ inventiva sentimentale”, alludendo in maniera esplicita all’ arte di Rodin.
In questi stessi anni, Parigi accoglie artisti di svariati paesi che, pur con diverse personalità, dimostrano di avere le medesime preoccupazioni. Se la scultura moderna si fa conoscere da un vasto pubblico nel corso di alcune esposizioni internazionali come il Sonderbund di Colonia nel 1912, o l’ Armory Show di New York nel 1913, è proprio nella capitale francese dove ha luogo un incontro e uno scambio di punti di vista diversi. Tra l’ inizio degli anni novanta del XIX secolo e lo scoppio della prima guerra mondiale, Minne, Gonzalez, Brancusi, Hoetger, Archipenko e Lehmbruck vivono a Parigi dove si frequentano ed espongono le loro opere.

Mostre fotografiche, una rassegna da marzo a settembre a Palazzo Te, Mantova

 Non esiste la fotografia artistica. Nella fotografia esistono, come in tutte le cose, delle persone che sanno vedere e altre che non sanno nemmeno guardare“. In questo modo Nadar, fotografo francese a cavallo dei due secoli (e titolare dell’ omonimo premio di fotografia), descriveva l’ arte del fotografare. Palazzo Te, Mantova, memore dell’ eredità di questo grande fotografo, propone una rassegna di mostre fotografiche che avranno luogo da marzo a settembre. In esposizione le opere di Orsi, Bottoli, Gandini e Hervé.

QUATTRO MOSTRE
Nello spazio dei Tinelli, con ingresso gratuito, da marzo a settembre, si succederanno quattro mostre fotografiche: ogni progetto mette in luce interpretazioni e soluzioni differenti dell’ arte di osservare e fissare la realtà per mezzo di una tecnica tanto imparziale quanto incline ai particolarismi della sensibilità dell’ artista. I primi tre fotografi che verranno esposti – Arrigo Orsi, Federica Bottoli e Antonella Gandini – hanno in comune le origini mantovane, seppur appartenenti a diverse generazioni; mentre il quarto e ultimo appuntamento propone una selezione di scatti di Lucien Hervé.

Mostra Andy Wharol al Grand Palais dal 18 marzo al 13 luglio, Parigi

 Inaugurata ieri la mostra “Il mondo di Andy Wharol” al Grand Palais di Parigi: resterà aperta fino al 13 luglio 2009. Con il suo stile inconfondibile, si potranno vedere i ritratti di Marilyn Monroe, Elvis Presley, Gianni Agnelli, quelli di Mao – con il rossetto sulle labbra – Willy Brandt, Giorgio Armani, Brigitte Bardot… E ancora, c’ è il ritratto di Ethel Scull ripetuto 36 volte e quello del Cristo dell’ Ultima cena 112 volte. “Il mondo di Andy Warhol” raccoglie circa 130 opere fra le più di mille realizzate in serigrafia – dopo una manipolazione delle foto originali prese con la sua famosa Polaroid – nella sua celebre ‘Factory’ newyorkese, dal maestro della Pop Art.
Le opere vengono in gran parte dal museo Andy Warhol di Pittsburgh, da altri musei e da gallerie private. Ma oltre ai quadri ci sono anche i film e i documentari realizzati da Warhol (1928-1987).

LA PRIMA VERA RETROSPETTIVA
Secondo gli organizzatori, si tratta della prima vera retrospettiva di Warhol dopo quella allestita al Witney di New York nel 1979, “Andy Warhol, Portraits of the 70’s“. E già si annuncia come uno degli eventi espositivi dell’ anno. Così il Grand Palais spera di ripetere i numeri ottenuti dalla mostra appena smontata, quella di “Picasso e i suoi maestri”, che con oltre 780.000 biglietti strappati è stata la mostra più vista in Francia negli ultimi 15 anni. La più vista in assoluto fu quella di Renoir nel 1985, che fece registrare 824.000 visitatori.

Mostra L’ eredità di Luigi Einaudi all’ archivio di stato dal 13 febbraio al 26 aprile, Torino

 Si chiama “L’ eredità di Luigi Einaudi – La nascita dell’ Italia repubblicana e la costruzione dell’ Europa” e si terrà dal 13 febbraio al 26 aprile 2009 all’ Archivio di Stato di Torino in Piazza Castello. E’ l’ esposizione promossa dalle due Fondazioni, di Torino e di Roma, intitolate a Luigi Einaudi. Si tratta di un evento talmente importante che già il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva voluto accogliere la mostra nel Palazzo del Quirinale in occasione del sessantesimo anniversario dell’ elezione di Luigi Einaudi, nel maggio del 2008. La nuova mostra è realizzata in collaborazione con la Presidenza della Repubblica e la Banca d’ Italia, e si avvale dei patrocini del Senato della Repubblica, della Camera dei deputati, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Comune di Torino.

Curata da Roberto Einaudi, la mostra ripropone la figura di Luigi Einaudi: economista liberale, professore all’ Università di Torino e all’ Università Bocconi di Milano, viticoltore nel suo podere a Dogliani, raffinato collezionista di libri rari, giornalista de “La Stampa”, “Corriere della Sera” e “The Economist”, direttore di riviste scientifiche come la “Riforma Sociale” e la “Rivista di storia economica”, Governatore della Banca d’Italia dal 1945 al 1948, Presidente della Repubblica dal 1948 al 1955.

LUIGI EINAUDI TORNA A TORINO
Come ha sottolineato il curatore, “Luigi Einaudi ritorna a Torino”, in quel Piemonte che è stato l’ ispirazione alla sua azione di studioso, di intellettuale, di uomo di Stato. Ritorna all’ Archivio di Stato a piazza Castello dove all’ inizio del Novecento consultò quasi giornalmente gli archivi per le sue ricerche sullo Stato sabaudo. Torna nella Torino che dovette abbandonare in quel lontano 1943, quando le SS naziste e i fascisti lo aspettavano al rettorato dell’ Università di Torino per arrestarlo. Dal suo esilio svizzero and direttamente a Roma dove gli fu affidata la carica di Governatore della Banca d’ Italia, in un paese ancora in guerra, diviso in due. Quando finalmente potè ritornare all’ Università di Torino in un’ Italia unita, iniziò la sua prima lezione con la frase: “Come stavo dicendo“.

A Venezia Mostra Impressionismo Emma Ciardi al Museo Nazionale di Villa Pisani dal 22 febbraio al 23 maggio 2009

 Il Museo Nazionale di Villa Pisani ospita, dal 22 febbraio al 23 maggio 2009, la mostra antologica dedicata a Emma Ciardi, pittrice impressionista della Venezia del tardo Ottocento e inizio Novecento. La mostra, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, ha il patrocinio e il contributo della Regione Veneto ed è stata organizzata da Munus con la cura di Myriam Zerbi.
La splendida villa, fatta costruire nel Settecento dal 114simo doge della Serenissima Almorò Pisani a Stra, sulle rive del Brenta, è la cornice ideale per far rivivere l’ arte di Emma Ciardi e la sua pittura che – come dicevano i suoi contemporanei – sa “affascinare e sedurre”.