
Isola del Giglio: boom di turisti per vedere la Costa Concordia

Non è bastato l’incidente della Costa Concordia, lo stesso che fa ancora giacere in mare, coperta in parte dall’acqua una nave che era un gigante delle acque. Dopo il grande spavento, infatti, “l’inchino“, cioè l’avvicinamento di questi palazzi galleggianti a basse profondità per salutare le città che attraversa, torna a conquistare. Se da un lato, quindi, c’è il ministro dell’Ambiente Corrado Clini che spera che le grandi navi escano dalla Laguna di Venezia al più presto anche per evitare possibili rischi ambientali, dall’altro Ischia si mostra simpatizzante verso un fenomeno che gradisce parecchio. Dall’isola azzurra la Federalberghi e Confcommercio chiedono al governo che possa essere ripristinato il passaggio, purché si faccia attenzione alla sicurezza. Si tratterebbe di un evento fondamentale per il turismo locale.
Sarebbe già evidente un danno ambientale. Le parole di Corrado Clini, ministro dell’Ambiente non lasciano spazio a nessun dubbio: il disastro della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata all’isola del Giglio pochi giorni fa, inizierebbe a manifestare i primi effetti, con serie preoccupazioni legate al fondale marino. La nave infatti è adagiata su un costone di roccia in prossimità di un precipizio, dove si troverebbe una scarpata con una profondità variabile tra i cinquanta ed i novanta metri: le mareggiate dei prossimi giorni potrebbero provocare l’inabissamento della Concordia, con conseguenze irreparabili per i fondali dell’Isola del Giglio.
Quando si dice avere il destino segnato. Si perchè a bordo della Costa Concordia, che venerdì scorso lo ricordiamo ha imbarcato acqua dopo aver urtato uno scoglio, naufragando, c’erano due pronipoti di una delle vittime dell’affondamento del Titanic. Per fortuna le persone in questione si sono salvate, rompendo così una macabra tradizione, ma non sono riuscite quindi a sfuggire alle navi sfortunate. Una delle due protagoniste della storia è Valentina Capuano di 30 anni e originaria di Avellino, che tante volte aveva sentito raccontare la storia del prozio Giovanni e forse voleva dimostrare a se stessa che non tutti i natanti non arrivano a destinazione. Ha scelto purtroppo quello sbagliato.
Le notizie sono continue e si rincorrono durante le giornate frenetiche di chi sta facendo di tutto per cercare di riportare a riva tutti i corpi eventualmente ancora intrappolati nella Costa Concordia, sperando ovviamente che ci sia qualche passeggero o uomo dell’equipaggio ancora vivo. Tuttavia, le possibilità che questo accada si affievoliscono di ora in ora e poi se prima si credeva che molti dei dispersi potessero essersi allontanati senza dare notizie, ora anche tale idea sembra piuttosto fantasiosa. Con l’aiuto di esplosivo, oggi sono stati aperti due varchi nel natante, uno in entrata e uno in uscita, in modo da facilitare le operazioni di soccorso. I sommozzatori e i palombari, in questo modo, mettendo a repentaglio la loro stessa vita, sono riusciti a trovare altri cinque cadaveri. Ora sappiamo con certezza che il naufragio di venerdì sera della nave di Costa Crociere all’Isola del Giglio, ha fatto almeno 11 vittime accertate.
Una tragedia che, sembra chiaro ormai, si poteva evitare e il mare contro. Si perchè a rendere ancora più difficili le operazioni di soccorso ci stanno pensando le condizioni meteo in netto peggioramento che portano pericolose onde. La Costa Concordia, piegata su un lato e appoggiata ad una roccia, potrebbe quindi scivolare in fondo rischiando di uccidere eventuali superstiti, sempre che ce ne siano ancora e sempre che si trovino dei corpi a bordo. Di certo mancano 17 persone all’appello e in questa corsa contro il tempo, ogni ora è importante e affievolisce la speranza di permettere a quante più persone possibile di raccontare il terrore provato venerdì sera. Un viaggio è un sogno, quello su di un palazzo di lusso galleggiante, ancora di più, ma può improvvisamente trasformarsi in un incubo e in una beffa, se si accerteranno le reali responsabilità del capitano Francesco Schettino. Quest’ultimo, al momento fermato insieme al primo ufficiale per paura di inquinamento delle prove e pericolo di fuga, potrebbe aver compiuto una manovra sbagliata avvicinando la nave di proprietà di Costa Crociere, eccessivamente all’Isola del Giglio.
Una esperienza terribile che nessuno di noi, per fortuna osiamo dire, può capire, ma questo non vuol dire che non si può essere estremamente vicini con il cuore a quanti hanno vissuto la tragedia della Costa Concordia un paio di giorni fa. Il naufragio al largo dell’Isola del Giglio, al momento sembra essere frutto di una manovra azzardata e se questa notizia dovesse essere confermata la rabbia sarebbe ancora più grande. Intanto, non tutti potranno raccontare quello che è veramente successo, per alcuni il tempo si è fermato proprio su quel maledetto natante che sembrava essere segnato dalla sfortuna sin da quando all’inaugurazione la bottiglia di champagne non si ruppe e fu considerato un cattivo presagio. Questa lo ricordiamo è una pratica molto comune in mare, dove marinai e comandanti sono particolarmente superstiziosi. Fino a questa mattina erano in 3 i morti, due francesi e un peruviano membri dell’equipaggio. Ora sono in cinque.
Era partita da poco da Civitavecchia, precisamente alle 19 ed era diretta a Savona prima di iniziare un giro nel Mediterraneo, eppure mentre i passeggeri stavano cenando è accaduto quello che nessuno si aspettava. La nave, Costa Concordia, si è incagliata al largo dell’Isola del Giglio e ha cominciato ad imbarcare acqua scatenando il panico e urla e disperazione come se si trattasse del Titanic. Del resto, i passeggeri si sono trovati in piena serata su un natante non più stabile per la presenza di uno squarcio che poi è stato accertato essere lungo circa 60 metri. Difficile dire come mai sia potuto accadere un incidente del genere in acque più che conosciute, ma intanto al momento si contano 3 morti e 14 feriti e non si escludono dispersi. Si sa che a bordo c’erano 4229 e prima di essere messi in salvo in molti si sono ritrovati negli unici quattro ponti sicuri per una notte di puro terrore.