IL PROFILO DELLA BELLA PRINCIPESSA
La mano di Leonardo nel ‘Profilo della Bella principessa‘ è stata identificata recentemente dal professor Vezzosi, opera da lui segnalata come ‘Profilo nuziale di giovane dama’ e definita ‘inedita’ in un libro. L’opera, che finora era stata erroneamente attribuita alla scuola tedesca del XIX secolo, appartiene al collezionista canadese Peter Silverman. Il direttore del Museo Ideale di Vinci ha assegnato il disegno su pergamena a Leonardo in base ”a un procedimento di analisi critica per evidenze, per esclusione e per confronto, basato su considerazioni storico-artistiche, tecniche ed estetiche, stilistiche e iconografiche, alle quali si sono aggiunti i risultati (di conferme e compatibilita’) delle indagini scientifiche”, compresa l’identificazione di un’impronta digitale riconosciuta come dell’artista-scienziato del Rinascimento.
Noti studiosi e specialisti di Leonardo da Vinci (come Martin Kemp dell’Università’ di Oxford e, pur con tutte le cautele, Carlo Pedretti dell’Università della California), hanno definito l’opera ‘La bella principessa’ la piu’ rara e significativa scoperta degli ultimi cento anni dopo quella della ‘Dama con l’ermellino’, avvenuta agli inizi del Novecento. Fra i primi studiosi di chiara fama e di varie competenze a riconoscerla come opera di Leonardo sono stati Mina Gregori (professore emerito dell’Università di Firenze e presidente della Fondazione Longhi) e Nicholas Turner (già curatore dei disegni del Getty Museum di Los Angeles e del British Museum di Londra).
LA SCOPERTA DELL’OPERA
Il professor Kemp ritiene di aver identificato anche la giovane donna ritratta di profilo nel dipinto: dovrebbe trattarsi di Bianca Sforza, figlia di Ludovico Sforza, duca di Milano, e della sua amante, Bernardina de Corradis. Su questa sensazionale attribuzione, Kemp ha appena terminato di scrivere un libro di quasi 200 pagine. La piccola opera (33 cm x 23 cm) fu dipinta a gesso, penna e inchiostro: è apparsa per la prima volta sul mercato antiquario da Christie’s che la vendette all’asta per 19.000 euro nel 1998 a New York. Nel 2007 il dipinto è passato di mano ed è stato acquistato dal collezionista Silverman al quale si deve il finanziamento degli studi che ne hanno permesso la nuova attribuzione leonardesca.
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