Curatore e ideatore della mostra è Paolo Galluzzi, direttore dell’ Istituto e Museo di storia della Scienza a Firenze. La mostra è strutturata in sei sezioni, che corrispondono a sei tappe fondamentali della storia dell’ astronomia: dal cosmo biblico di Egitto e Mesopotamia si passa alla Grecia classica di Platone e Aristotele. Si prosegue poi con l’ idea del cosmo geometrico di Tolomeo sino agli studi scientifici dell’ Islam e poi la scristianizzazione del cosmo, le tesi di Copernico e Tycho Brahe.
Un’ ultima sezione è dedicata proprio a Galileo, con i dettagli sulle sue scoperte, i disegni della luna ed il cannocchiale che ha reso possibili le sue intuizioni.
Il percorso ci conclude con gli studiosi che possono essere considerati eredi di Galileo, come Keplero (il cui nome è stato preso a prestito recentemente per la missione omonima della Nasa) e Newton, che rappresentano i fondatori della scienza moderna.
LE OPERE
La mostra espone 250 opere provenienti dai maggiori musei del mondo: disegni, dipinti, strumenti scientifici, atlanti astrologici e reperti archeologici fanno bella mostra di sé, affiancati però dalle più moderne tecniche multimediali e da percorsi ad hoc per ragazzi e famiglie. Tra le chicche della mostra, opere di Botticelli, Rubens, Guercino e Durer, l’Atlante Farnese, il monumentale arazzo astronomico di Toledo e il dipinto di Jan Bruegel il vecchio Linder Gallery interior esposto per la prima volta.
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